Un partigiano del comandante “Pippo”. L’XI Zona nei ricordi di “Pelo”. In uscita per Tralerighe.

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“Combatto con le armi in mano, di giorno e di notte, combatto per difendere il ponte, combatto per farne saltare un altro, combatto portando messaggi! Questo mi piace. Non mi piacerebbe stare nascosto per poi uscire, eroicamente, con il fazzoletto al collo, a cose fatte. Dopo che tanti giovani e meno giovani sono morti anche per proteggere me”.

Aldo Battaglini detto “Pelo”, partigiano di “Pippo” il famoso comandante Manrico Ducceschi, dopo molti anni scrive un libro componendo frammentati ricordi e ricostruendo la vita da “bandito”. Ragazzo di vent’anni ha però le idee chiare e lotta, soffrendo la fame e il freddo, contro i tedeschi e i fascisti. Lotta contro il male che il fascismo ha inculcato in quei giovani ragazzi, lotta contro l’odio insegnato a scuola e lotta contro l’impossibile amore per la guerra.

Ma non è solo diario di battaglie e scontri il lungo racconto del partigiano Battaglini. La narrazione ci porta a conoscere la geografia della montagna, del territorio tenuto dall’XI Zona, composta da capanne, foci, sentieri, pendici e crinali, e ancora uomini e donne. E qui gli incontri e l’aiuto della popolazione ai partigiani, anche quando sanno che su “Pelo” pende una taglia da ventimila lire. L’autore, in prima e terza persona, racconta l’8 settembre, l’impiego come Carabiniere ausiliario e infine la scelta di darsi alla macchia e fare il partigiano.

L’incontro con “Pippo” è scherzoso, ma con lui conosce il dovere e l’onore. Combatte e vede morire compagni, e dopo la Liberazione del territorio tenuto dall’XI Zona decide di continuare a servire per la libertà con gli americani e sale sopra Barga.

Battaglini ha il pregio in questo libro di raccontare senza enfasi ed esaltazioni la difficile scelta di combattere per la libertà.

La pubblicazione è realizzata in collaborazione con l’Associazione Volontari della libertà – Lucca (A.V.L.).

Aldo Battaglini (1923-2002) è stato partigiano dell’XI Zona del comandante Manrico Ducceschi “Pippo” dai primi mesi del 1944 al maggio del 1945.
Nato a Lucca, nel 1942 è meccanico presso l’azienda telefonica di Pisa, ma il suo sogno è quello di diventare pilota. Ottiene, dopo aver superato gli esami e le visite, una borsa di pilotaggio, ma la sua domanda di dimissioni dalla società telefonica viene respinta il 9 settembre 1942, perchè è dipendente militarizzato e deve attendere la chiamata alle armi. Richiamato si trova prima Pratica di Mare, poi ad Ampugnano, e infine a Bologna per il primo corso di marconista meccanico. Qui viene sorpreso dall’8 settembre.
Nei mesi successivi è arruolato come aggregato all’Arma dei Carabinieri e inviato a Ponte Coccia una piccola frazione del comune di Bagni di Lucca. Da qui fuggirà raggiungendo i partigiani.

Un partigiano del comandante “Pippo”
L’XI Zona nei ricordi di “Pelo”
di Aldo Battaglini
ISBN 9788832870046
Pagg. 262 – Euro 15,00
Tralerighe libri editore
www.tralerighelibri.it

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In uscita il saggio di Sofia Dini “Le conseguenze della violenza di genere” (Tralerighe)

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La violenza di genere è tristemente nota come una delle violenze più diffuse, è ancora troppo frequente e ha effetti devastanti a breve e a lungo raggio sia sulle vittime che su tutta la comunità. Fenomeno ancora più subdolo, collegato alla violenza sulle donne è la violenza intrafamiliare, le cui vittime, i figli, sono in aumento negli ultimi anni.

Gli operatori dei servizi sociali vengono ogni giorno a contatto con donne i cui trascorsi di violenza si sono manifestati già da tempo e continuano a perpetrarsi, anche e nonostante le denunce. E malgrado aumenti il numero di donne che si rivolge alle forze dell’ordine e ai servizi sociali per denunciare ed essere assistita con percorsi di uscita dalla violenza, è ancora inaccettabile che più del 90% delle vittime nasconda le aggressioni subite.

Questo saggio affronta la delicata questione, i muri invalicabili di vergogna sociale e le storie di violenza cronica tollerata da una subcultura che ancora disconosce pari diritti, pari opportunità e la piena uguaglianza tra l’uomo e la donna.

Il saggio contiene alcune frasi tratte dalle storie di donne che hanno avuto il coraggio di chiedere aiuto. I nomi sono stati modificati per evitare che potessero essere riconosciute.
«Ho chiesto aiuto perché non mi sentivo più una persona, mi sentivo senza senso. Dei miei tre figli: il piccolo aveva bisogno di me e io dovevo farmi aiutare e curare da qualcuno. Prima un neurologo, poi uno psicologo e ora qua…» (Alessia).
Oppure Laura che a un certo punto ha deciso di non tollerare più la violenza, soprattutto fisica, da parte del marito: «Non si può andare avanti così… Le mani addosso sempre…»
(Laura).

Sofia Dini vive a Lucca, da sempre si interessa di tematiche che girano attorno alla sfera femminile e da molti anni si impegna in attività di volontariato. Si è brillantemente laureata in Scienze sociali e del servizio sociale presso l’Università di Pisa e questo saggio rappresenta un tassello della sua esperienza.

Le conseguenze della violenza di genere
Esperienze e interventi
di Sofia Dini
ISBN 9788832870091
Pagg. 116 – Euro 12,00
Tralerighe libri editore
www.tralerighelibri.it

Essere Donna Oggi 2017: dal 7 all’8 ottobre a Gallicano (Lucca) con Tralerighe

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Essere Donna Oggi 2017

Seconda edizione

L’idea di creare un premio e un festival letterario – con il Patrocinio della Camera dei Deputati -, che possano lavorare sulla tematica della donna e delle relazioni di genere nella società contemporanea, offre numerosi spunti di riflessione. Il primo è legato proprio all’urgenza della trattazione. Negli ultimi anni la sfera femminile appare sempre più terreno di confronto duro e scontro, le vittime del femminicidio aumentano tra l’indignazione sterile e l’accettazione del danno.

Dunque c’è l’urgenza di “parlare” di donne e di raccontare le loro storie, il loro mondo, affinché diventi realmente il mondo di tutti. Il secondo spunto è didattico ed educativo, il concorso letterario nasce per “vivere” e animarsi nelle scuole, tra i banchi degli alunni, con il preciso scopo di mettere in condizione gli adolescenti di avere tutti gli strumenti utili al fine di creare rispetto, eguaglianza, tutela. Infine il terzo punto è puramente letterario; raccontare il presente con i mali, le storture, le ingiustizie, le prevaricazioni, i silenzi, le omertà, significa costruire il futuro e i libri da sempre rappresentano le bussole per orientare le società verso il bene. Ecco il concorso letterario nasce con questo scopo: favorire la conoscenza abbattendo gli steccati dei pregiudizi e delle ignoranze.

Promotrice del Premio “Essere Donna oggi”, che nell’edizione 2017 ha il Patrocinio della Camera dei Deputati, è l’Amministrazione Comunale di Gallicano – Assessorato alla Cultura. Organizzano l’evento l’Associazione “L’Aringo” e Tralerighe libri editore.

Il Comune di Gallicano ha voluto istituire questo premio letterario con un duplice scopo: valorizzare la letteratura al femminile e stimolare la produzione di testi legati alla violenza di genere. Entrambi costituiscono un punto di partenza per un percorso che il Comune intende perseguire a vari livelli sull’uguaglianza di genere e il rispetto dei diritti umani e anche per onorare la memoria di Vanessa, una giovane concittadina vittima di un crudele femminicidio avvenuto nel 2009.

Il programma di “Essere Donna Oggi 2017” prevede l’insieme di forme d’arte come la scrittura, la fotografia, il teatro, che unite possano far meglio capire il tragico fenomeno della violenza di genere.

Sul palco la fotografa Stefania Adami, la psicologa Nadia Muscialini (tra le fondatrici del Soccorso Rosa), la dirigente scolastica Catia Gonnella (ISI Barga), Sofia Dini (servizio sociale), Catia Donati e Maria Grazia Forli, lo spettacolo musical di Anna Furno e Salvo Punzo “Mi chiamo Valentina”. Oltre alla premiazione dei racconti e delle poesie migliori sarà inaugurata la “Panchina rossa”, dedicata a Vanessa Simonini vittima di femminicidio, posta presso il Giardino dei Vecchi Pozzi nel viadotto di Gallicano. Un segno e testimonianza visiva per tutti i cittadini per ogni giorno dell’anno.

Inoltre alcuni giorni prima dell’evento verranno distribuiti gratuitamente in un grande Bookcrossing a Gallicano i libri del Premio Internazionale Nabokov 2016. Il Premio Nabokov intende in questa maniera sostenere la due giorni letteraria facendo girare liberamente i libri di tanti scrittori e scrittrici.

 

Sabato 7 ottobre

Sala Ciaf

Ore 15,00 – Inaugurazione della mostra fotografica di Stefania Adami dal titolo “Appunti di genere“.

Stefania Adami è nata nel 1962 in Garfagnana (LU), dove ancor oggi vive e lavora. All’età di undici anni riceve in dono dal padre una fotocamera “Olympus” con la quale inizia da autodidatta un percorso di formazione. Dedita con naturale inclinazione e spiccata passione alla fotografia di reportage, nel ‘95 si associa al “Fotocine Garfagnana” e si lancia con successo immediato nel mondo dei concorsi fotografici nazionali dove, in soli 8 anni, si aggiudica circa 50 premi e viene insignita dalla FIAF nel 2003 del titolo di AFI (Artista della Fotografia Italiana). Accarezzando fin dall’inizio l’idea del portfolio quale mezzo più idoneo per esprimersi artisticamente, ha realizzato le opere più premiate a Cuba (“Havaneggiando” 2000), in Iran (“Donne che scorrono in silenzio” 2001), in Senegal (“Fame d’occidente” 2002 e “Sale Nero” 2003), in Sardegna (“A dislivello del mare” 2011) e a casa propria (“La morte si sconta vivendo” 2013).

 

Ore 16,00 – Incontro con Nadia Muscialini che presenterà il saggio dal titolo “In dialogo. Riflessioni a quattro mani sulla violenza domestica” scritto con Mario De Maglie.

Nadia Muscialini (Milano, 18 luglio 1966) è una psicologa, psicoanalista e saggista italiana. Tra le massime esperte italiane di lotta alla violenza di genere, lavora dal 1993 presso il Servizio Sanitario Nazionale dove si è sempre occupata della salute e della tutela del benessere di donne e minori che accedevano ai presidi ospedalieri. Si occupa prevalentemente della prevenzione e del contrasto alla violenza contro donne e bambini; per il suo impegno ha ricevuto diversi riconoscimenti istituzionali per la sua attività. Unisce l’attività di scrittrice alla lotta quotidiana contro ogni forma di violenza di genere attraverso la prevenzione, la lotta contro gli stereotipi e la creazione di percorsi di uscita per le vittime. Già docente presso la Scuola di Specializzazione in Psichiatria della Facoltà di medicina e Chirurgia dell’Università Bicocca di Milano e il Corso di laurea Infermieristica, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano.
Ha fondato e diretto fino al 2015 Soccorso Rosa, centro antiviolenza in difesa di donne e bambini vittime di violenza domestica, presso l’ospedale San Carlo Borromeo di Milano e la Onlus Soccorso Rosa con la quale ha realizzato il progetto Di Pari Passo, un percorso di educazione contro gli stereotipi e la violenza di genere nelle scuole secondarie di primo e secondo grado in tutta Italia . Di Pari Passo ha ricevuto la medaglia di riconoscimento della Presidenza della Repubblica.

 

Ore 18,00 – Il Premio Essere Donna Oggi, diventa laboratorio scolastico. Il dirigente ISI di Barga, Catia Gonnella, presenta insieme all’Associazione “Non ti scordar di te” il progetto ideato da Serena da Prato, assessore alla cultura del Comune di Gallicano, che si svolgerà in alcune classi del suo Istituto per sensibilizzare ed educare le nuove generazioni alla parità di genere, teso a comporre un decalogo contro la violenza sulle donne, progetto che sarà lanciato per l’edizione del Premio Letterario 2018.

 

Ore 19,00 – Buffet

 

Sala Guazzelli

Ore 20,30 – Presentazione del saggio di Sofia Dini dal titolo “Le conseguenze della violenza di genere”.

Sofia Dini vive a Lucca, da sempre si interessa di tematiche che girano attorno alla sfera femminile e da molti anni si impegna in attività di volontariato. Si è brillantemente laureata in Scienze sociali e del servizio sociale presso l’Università di Pisa e questo saggio rappresenta un tassello della sua esperienza.

 

Ore 21,15 – Spettacolo musical “Io mi chiamo Valentina” dell’associazione culturale Tutti per uno

Spettacolo musicale dedicato alle donne, pensato per gli uomini, ideato e diretto da Anna Furno e Salvo Punzo in cui si descrive il complesso universo femminile attraverso le parole di blasonate autrici e donne comuni alternate a brani musicali, accuratamente selezionati e rigorosamente eseguiti dal vivo.

E’ uno spettacolo che esalta la figura femminile, mettendone in luce punti di forza e fragilità. Anche il sempre più attuale tema della violenza sulle donne è parte integrante dello spettacolo. Argomento quest’ultimo affrontato, per scelta degli autori, con estrema delicatezza, senza mai ricorrere all’utilizzo di immagini forti o a riferimenti a specifici fatti di cronaca ma con lo scopo di incoraggiare le vittime a reagire e a denunciare episodi e comportamenti violenti che sono costrette a subire.

Nel cast le note speaker radiofoniche toscane Eva Edili e Alessandra Maggio e la straordinaria partecipazione di Giuseppe Casavola e Erika Cresti per le parti recitate. Le voci sono delle giovanissime promesse toscane: Alice Mascritti, Martina Sandrucci, Matilde Trebbi, Alessia Ganzaroli e Giuseppe Gorini. I musicisti: Salvo Punzo (piano e tastiere), Andrea Sciarra (batteria), Federico Gaspari (chitarra), Marco Brini (basso) e Alessandro Bruno (bouzouky, flauto traverso, violino, sax, chitarra).

Alla regia Anna Furno, Giampiero Gregori e Alessio Vallotti.

 

 

Domenica 8 ottobre

 

Ore 15,00 – Inaugurazione della Panchina Rossa dedicata a Vanessa Simonini presso il Giardino dei Vecchi Pozzi nel viadotto di Gallicano.

 

Sala Ciaf

 

Ore 15,30 – Incontro con Catia Donati e la sua Associazione “Il ritrovo di Roberta” che ci parlerà della prevenzione del tumore al seno.

Catia Donati vive a Pontecosi da sempre, lavora come rappresentante commerciale; lei stessa sopravvissuta al tumore al seno e in nome dell’amica Roberta che non è più in vita,  sta concretamente aiutando tutte le donne della zona, portando dove è possibile la sua esperienza, la malattia, la cura, i controlli  a cui  tuttora si sottopone, sensibilizzando alla prevenzione e soprattutto donando la forza di combattere per la vita.

 

Ore 16 – Presentazione dell’antologia Essere Donna Oggi 2017 di Andrea Giannasi seguirà intervento con Maria Grazia Forli che consegnerà il Premio Speciale “Vanessa”.

L’antologia di Essere Donna Oggi 2017 contiene i lavori dei 21 finalisti tra poetesse, poeti, scrittrici e scrittori.

Vi presentiamo i nomi dei componenti della seconda antologia del Premio Essere Donna Oggi 2017 edita da Tralerighe libri, con la copertina di Stefania Adami.

L’antologia è introdotta dai saluti di Serena Da Prato, assessore del comune di Gallicano e raccoglie i lavori di 21 tra poetesse, poeti, scrittrici e scrittori.

Aprono e chiudono la lettura tre interventi molto importanti. Il primo è il testo della “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina” di Olympe de Gouges. Scritta nel 1791 ha alcuni articoli che ancora oggi fanno riflettere i lettori.

Poi si entra tra i finalisti trovando la poesia “La donna e la pace” delle ragazze della classe IC SSI° “Aldo Mei” Fornaci di Barga (Alice, Giulia, Rebecca, Chiara, Francesca, Elena, Zoe. Abla, Caterina). A seguire la poesia “Mondo nuovo” di Tiziana Lunardi.

Seguono i racconti “Giocattoli” di Simonetta Simonetti, “La gabbia” di Bona Fiori e le scritture “Sposami bambina”, “Sotto le vesti”, “Dentro il Burqa” di Anna Maria Deodato.

E ancora i racconti “Ritratto di una Donna 1937” di Bruno Giannoni, “L’ultima volta” di Valeria De Cubellis, “La numero 9” di Giuliana Ricci.

La poesia “Il coraggio” di Marco Bonini spezza il ritmo alla prosa che riprende con i racconti “Vita ordinaria” di Raffaella Rizzi, “Una storia di famiglia” di Floreana Nativo, “Incontri ravvicinati del sexy tipo” di Maria Dell’Anno, “Riflessi” di Raffaella Rizzi e “Fragile onnipotenza” di Anna Lisa Del Carlo.

I lettori poi incontreranno la lettera dal titolo «Non credo che due persone possano essere state più felici di quanto lo siamo stati noi» che la scrittrice e femminista Virginia Woolf scrisse al marito prima di suicidarsi. Un ultimo atto d’amore.

Chiude come tradizione una poesia di Antonella Cassettari dal titolo “Col sorriso”.

 

 

Sito dal quale prendere immagini e logo:

www.prospektiva.it/index.php/Essere_Donna_Oggi

Donne Tra le righe. A Lucca il 30 settembre presentazione di libri all’Agorà

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Donne Tra le righe. A Lucca il 30 settembre presentazione di libri all’Agorà

Sabato 30 settembre alle ore 17 presso l’auditorium della Biblioteca Civica Agorà, a cura del Comune di Lucca, con la collaborazione di Historica Lucense, Tralerighelibri editore e Ass. Amici dell’Agorà, si terrà l’incontro letterario dal titolo “Donne tra le righe”, che vedrà in primo piano la presentazione dei libri: “Se le donne abbassassero le braccia il cielo cadrebbe” di Normanna Albertini, “La donna francese negli anni venti” di Daniela Cimadamore, “Le scelte conseguenti” di Bruno Giannoni, “Angoli acuti” di Monica Dini e “Nata per mare” di Simonetta Simonetti. Coordina la presentazione Andrea Giannasi con l’intervento di Marco Vignolo Gargini.

I libri raccontano storie di donne correndo tra la saggistica e la narrativa, con il compito di stimolare il lettore verso una maggiore comprensione e accettazione della donna nella società. Evidente ormai, e le violenze di genere sono testimonianza tragica di questo stato di cose, che la questione del diritto di cittadinanza della donna nella società contemporanea occidentale è divenuto questione primaria.

I cinque libri rappresentano la collana DONNA con le copertine realizzate da Claudia Corso

L’evento rientra tra le attività del Settembre lucchese.

Cosa significa essere un editore indipendente: il caso Tralerighe in una intervista ad Andrea Giannasi

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Tralerighe è una casa editrice nata a Lucca nel 2014 con la precisa connotazione di affrontare il Novecento, attraverso la pubblicazione di saggi, diari, memorie, racconti e romanzi.  Riconosciuta come “casa editrice indipendente” ci permette di capire meglio il mondo del libro. Per questo abbiamo incontrato Andrea Giannasi, editore e direttore editoriale di Tralerighe libri.

Come prima cosa le chiedo cos’è un casa editrice indipendente?

L’editore indipendente è colui, per definizione, che pone la propria struttura distante dalle concentrazioni e dai circuiti. L’editore indipendente inoltre deve lavorare prima di tutto sulla propria identità ponendo attenzione ai progetti con uno scopo primario: cercare sempre nuovi lettori. Purtroppo oggi la distribuzione e le catene di librerie sono in mano a poche grandi concentrazioni e diventa difficile per un piccolo editore indipendente “entrare” nel circuito, per questo è necessario aprire nuovi spazi. Dunque creare le condizioni per far incontrare i libri con i lettori. Ecco l’editore indipendente fondamentalmente ha una struttura dove deve far quadrare i conti, deve far libri intorno ad un progetto ben definito e alla fine trovare nuovi lettori. Concettualmente l’insieme di bibliodiversità, autonomia, identità.

Lei come definirebbe la propria casa editrice?

In rete troviamo l’interessante esperimento condotto da Leonardo Romei Direttore ISIA di Urbino, che nel 2016 al Bookpride ha chiesto a decine di editore cos’è una casa editrice. Le risposte aprono molti scenari. Andiamo da definizioni come: “La mediatrice tra relazioni, viaggi, esperienze, studi e scritture – che insieme precipitano in forma di libro – e i lettori”. Oppure: “Una fabbrica di mondi che però deve far tornare i conti”. E ancora: “Una piccola utopia per provare a lasciare una traccia in un mondo che sembra non essere interessato a questo”. Ma la più calzante è sicuramente questa: “La casa editrice è una comunità”. Ovvero l’insieme di uomini e donne che condividono un progetto e una idea.

E il progetto e l’idea di Tralerighe libri quali sono?

Semplice. Il nostro compito è quello di stimolare il pensiero con libri che possano aiutare le diverse forme di analisi e confronto. Le faccio un esempio. La società contemporanea vive sulla falsa idea dell’ipercomunicazione. Siamo bombardati ogni istante da notizie e possiamo anche condividere sui social note, commenti, lasciare giudizi e avere la percezione di essere parte attiva del pensiero comune. Il problema è che pochi – anzi pochissimi – conoscono la realtà perché gli altri, la massa, non leggono, non studiano, non approfondiscono e soprattutto non fanno domande a chi ha risposte. Ecco Tralerighe è nata con lo scopo di fare libri che possano aiutare chi cerca risposte a trovarle. Dunque nel momento in cui si parla di Islamizzazione dell’Europa o Globalizzazione, così come di uomini in guerra o donne e violenza di genere, invece di banalizzare le discussioni e i dibattiti, secondo me, sarebbe forse meglio leggersi un libro che aiuta a capire.

E quindi riassumendo cos’è una casa editrice?

Forse sarebbe stato meglio chiedere cosa non è una casa editrice. Infatti spesso si confondono i ruoli e su questa confusione si sono negli anni creati imbarazzanti modelli. Vi faccio alcuni esempi. La casa editrice non è un distributore. O per lo meno ci sono altri che dovrebbero occuparsi di distribuire i libri. Non è quindi neppure una libreria, stante il fatto che l’editore è ben differente dal libraio. E la casa editrice non è neppure sorgente di critica letteraria, perché caso mai è soggetto giudicato e non da confondere con il giudice che dovrebbe essere sovrano. E ancora e forse soprattutto: una casa editrice non è un luogo fantastico dove ad ogni stella corrisponde un desiderio. In altre e chiare parole, l’editore non è la persona che può e deve realizzare i sogni di qualcuno. L’editore unisce al proprio progetto personale il libro in quanto soggetto utile a raggiungere lo scopo ideale. Dunque nessuna onirica progettualità ma concreto passo ideologico e se vogliamo anche politico, visto che una casa editrice può e deve orientare la società civile.

Ma cosa c’entra la politica con l’editoria?

C’entra eccome, anzi ne è il fulcro. Se osserva gli ultimi due secoli di storia scoprirà che alcuni libri sono stati testimoni attivi per sorgenti politiche. Penso a “Le mie prigioni” di Pellico per il Risorgimento, oppure a “Cuore” di De Amicis per la crescita di una nazione, oppure anche agli elementi negativi, ma pur sempre libri, come il “Libro e moschetto” fascista o il “Mein Kampf” di Hitler. Tralerighe libri è molto vicina alla letteratura resistenziale con autori come Beppe Fenoglio, Luigi Meneghello, Italo Calvino, cercando di traslare il senso di rinascita e di ritorno alla vita intorno a modelli quali la libertà, la democrazia, l’indipendenza. Fare libri cercando di aiutare i lettori a porsi domande. A capire e crescere con un sano spirito di contrasto interno. A noi l’appiattimento non piace, siamo gente da sentieri, anche soffrendo le peggiori vertigini.

E però torniamo al problema dei lettori e degli scrittori. Quale il loro compito?

Lei pone l’accento sul problema dei problemi, ovvero quello di appassionare i giovani alla lettura. Far comprendere che la lettura di un libro rappresenta uno strumento di libertà, una possibilità di utilizzare il proprio libero arbitrio. Mi chiede cosa deve fare uno scrittore. La questione, mi permetta, è malposta. Forse sarebbe meglio chiedere cosa è costretto a fare lo scrittore oggi. Ovvero dopo aver pensato e scritto un libro cosa deve fare per cercare nuovi lettori, perché dopo aver esaurito il gruppo di parenti, amici e conoscenti – spesso costretti a comprare il libro o peggio ancora riceverlo in regalo – si trova di fronte allo scoglio della promozione. Alcuni editori aiutano organizzando presentazioni e partecipando a Fiere, saloni o festival, ma nella stragrande maggioranza dei casi gli autori si trovano da soli. Costretti dunque ad indossare i panni del promotore librario e partire imbarcandosi in relazioni con scarsi risultati. Se pensate che autori noti quando esce un libro sono costretti a partecipare a 80, 90, spesso oltre 100 presentazioni in un anno, nelle quali vendono una media di 10/15 libri, capite che lo sforzo umano notevole distoglie lo scrittore stesso dal vero ruolo. Un autore sconosciuto dopo 2 o forse 3 presentazioni ha esaurito forza, energia e risorse umane e culturali. Evidente che qualcosa non torna. Che il sistema così come è concepito non funziona. Ecco nella filiera dell’editoria oggi c’è una grande confusione dettata da una globalizzazione consumistica che ha prosciugato il vero senso della creazione di un libro.
Oggi tutti scrivono ed è sicuro che buona parte degli scrittori non legge. I librai veri e preparati stanno scomparendo sostituiti da stagisti a 600 euro al mese che in realtà fanno i facchini. I distributori lavorano come se stessero trasportando zucchine e pomodori (con il massimo rispetto: per pomodori e zucchine), perdendo per strada i promotori. Non parliamo di giornali o riviste che hanno perso la terza pagina per acquistare inseriti più o meno decenti, sui quali le recensioni passano tra marchette e buone (vecchie) intenzioni. E’ vero e certificato che una uscita su un quotidiano nazionale non sposta nemmeno una copia.
Per non parlare di radio e tv dove i “salotti chiusi” offrono sempre meno qualità e propongono gli stessi nomi perché garanzia di ritorno e immagine. Del resto da sempre intorno alle icone si fanno buoni affari.
Dunque, e chiudo, l’editore deve essere indipendente da tutto questo vecchio marciume e osare, intraprendere sia culturalmente che economicamente.

Come vede il futuro del libro?

Le voglio raccontare una cosa. Alcuni anni fa entrando in casa di una persona che conoscevo ho trovato una piccola libreria con libri finti di cartone. Erano una ventina di scatole grandi. “I libri veri fanno polvere” si è scusato sorridendo il proprietario.
Essere editore indipendente oggi significa combattere con la polvere. Sapere che i libri sono un baluardo di Resistenze alle ignoranze. E lei mi insegna che proprio nelle pozzanghere del non sapere germinano i peggiori batteri quali la paura, l’intolleranza, il razzismo. Un popolo che non legge è un popolo gregge destinato a farsi governare da qualsiasi cane randagio.
I lettori dunque sono l’unico baluardo in difesa delle democrazie e della libertà.
Per questo Tralerighe fa libri come pietre d’angolo.

 

Questa chiacchierata è stata registrata in prossimità della Santa Croce a Lucca al “barino” di Piazza San Giusto. Per conoscere il catalogo di Tralerighe libri basta visitare il sito www.tralerighelibri.it

Chiara Poli

“Sul declino della globalizzazione” il saggio di William Bavone (Tralerighe)

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Abbiamo incontrato William Bavone autore del saggio “Sul declino della globalizzazione (Tra le Righe Libri, 2017). Laureato in Economia Aziendale presso l’Università del Sannio-Benevento, collabora con diverse riviste di geopolitica italiane e argentine. E’ analista per la rivista Scenari Internazionali. E’ autore dei saggi Le rivolte gattopardiane (Anteo 2012), vincitore del Premio Nabokov 2014; Sulle tracce di Simón Bolívar (Anteo – 2014); Appunti di geopolitica (Arduino Sacco – 2014); Eurosisma (Castelvecchi – 2016).

Il suo saggio inizia con una impietosa visita a Expo Milano 2015 che per sei mesi ha esposto al mondo il meglio – o il peggio – del nostro pianeta. Perchè iniziare da un evento dove forse le intenzione sono state migliori dei risultati?

Viviamo in un mondo in cui tutto può essere monetizzato e ancor peggio è lo stesso denaro ad essere fonte di reddito a prescindere dai beni reali. Expo 2015 per certi versi ne è l’esempio più vivo in quanto, avendo ad oggetto un tema di rilevanza mondiale e fuori dalle logiche commerciali, in vero è stato un luna park del mondo globalizzato. Se escludiamo poche eccezioni, l’intera area non era altro che un incubatore di business. Qualcuno ha inteso fare cassa subito tra gadget etnici e ristorazione, altri invece hanno utilizzato l’evento come spot per attrarre flussi turistici in patria. E l’idea di nutrire il pianeta? di certo non è un business redditizio e infatti le aziende del settore agroindustriale hanno colto l’occasione per commercializzare i propri brand ed i paesi espositori hanno attuato una competizione su chi avesse più ricchezze da sfoggiare. Pochi veri contenuti hanno arricchito questo momento che in realtà doveva portare al confronto costruttivo per una soluzione condivisibile e non mi risulta che oggi si viva in un mondo migliore. Nutrire il pianeta è uno spot ormai del 2015 e ora il luna park ha tolto le tende per approdare nella nuova piazza internazionale in cui fare business con un nuovo slogan pubblicitario. E’ purtroppo la realtà di un mondo che giorno dopo giorno noi stessi contribuiamo a costruire che lo ammettiamo oppure no. Expo 2015 quindi non è altro che l’evento mediatico più rilevante dei tre anni (2014-2016) analizzati all’interno di questo libro e per questo non poteva che fare d’apri pista all’analisi di eventi e fatti forse meno conosciuti e/o considerati, ma che hanno allo stesso tempo rilevanza fondamentale sul futuro visto che è oggi l’interazione tra paesi a determinare gran parte degli eventi all’interno di un singolo paese.

L’Europa dopo la caduta del Muro di Berlino e la fine del bipolarismo geopolitico sta tentando di costruire una propria identità partendo dall’unione monetaria. Quali le fragilità che evidenzia e come inquadra ed esamina la scelta della Brexit britannica?

La fragilità è proprio nell’ostinazione a voler puntare tutto su un’unione monetaria e finanziaria ancor prima di accettare di riconoscersi. Mi spiego: l’Europa ha avuto nel suo progetto una pericolosa sterzata con il Trattato di Maastricht nel ’92 abbracciando senza pochi convenevoli l’idea di una moneta unica a prescindere dalle diversità strutturali delle distinte economie che ne avessero dovuto far parte. Tutto veniva indicizzato per il raggiungimento forzato dell’obiettivo monetario che non era più strumento di regolamentazione degli scambi tra stati bensì moneta legale in ogni singolo membro di tale unione. Un progetto che aveva la piena benedizione di Londra che tuttavia ha declinato l’invito a farne parte mantenendo pertanto le politiche monetarie quale strumento attivo nelle proprie politiche economiche. L’Europa quindi ha messo da parte il mercato unico in favore di una finanza unica, ma a che scopo? La Guerra Fredda non ha fatto che spingerci a divenire da continente colonizzatore a colonia del polo geopolitico che ha finanziato monetariamente la nostra ricostruzione post Seconda Guerra Mondiale. Scacco matto e la nostra partita a scacchi è tutt’oggi persa considerando che il nostro mercato finanziario è legato strettamente a quello statunitense. La crisi finanziaria del 2008 ne è la prova vivida, ma se si vogliono altri indizi basta guardare a quanto si faccia affidamento ai dettami di FMI e BM e dove questi organi hanno sede o ancora, quanta voce in capitolo sullo stato di salute di un paese hanno agenzie di rating private come Standard & Poor’s. Ripeto: agenzie private con interessi privati e che hanno contribuito attivamente alla bolla finanziaria del 2008. Poi vi è il Brexit, una scelta impulsiva popolare alla quale gli oligarchi inglesi non erano affatto preparati e alla quale molto probabilmente gli stessi inglesi non erano preparati. Però è successo e forse ci troviamo nel momento storico più importante e forse irripetibile per l’Europa nel quale è possibile fare l’Unione. Con la Brexit viene meno il ponte politico di unione tra nuovo e vecchio continente e l’ascesa di Trump e del suo isolazionismo creano i presupposti di un’autonomia europea senza precedenti. Potrebbe essere l’occasione per un’importante riforma del modello ma finché BCE continua a seguire il FMI e finché i paesi membri dell’unione continuano a coltivare interessi nazionalistici non stante l’Unione, nulla sarà possibile e questa flebile possibilità di indipendenza europea lascerà il posto al prossimo colonizzatore o ad una pericolosa frammentazione nazionalistica.

L’America Latina da almeno due secoli rappresenta la bella incompiuta. Condizionata prima dal colonialismo europeo, poi dal controllo nordamericano, appare come un continente sempre in divenire. Le crisi di Argentina, Brasile, Venezuela e altri paesi dove possono condurre l’America Latina?

In realtà l’America Latina dai moti indipendentisti di inizio ‘800 ad oggi non è stata altro che l’area test della globalizzazione. Luogo in cui gli Stati Uniti hanno affinato le proprie tecniche di influenza egemone e forse proprio questo continente può essere allo stesso tempo l’incubatore di un’antidoto. L’ultimo decennio (e poco più) è stato molto interessante da questo punto di vista: la proposta socialista, il SUCRE (moneta unica utilizzata per gli scambi commerciali tra paesi in seno all’Alleanza Bolivariana per le Americhe), il sistema logistico uruguayano, lo sviluppo di zone franche per contenere l’invasione delle multinazionali straniere e molto altro costituiscono fonte di riflessione, ma anche critica. Infatti non parliamo di modelli compiuti bensì in continua elaborazione dove interessi interni ed esterni purtroppo non contribuisco affatto al naturale proseguo. Molto, in senso negativo, è dato dall’alto livello di corruzione, ma non bisogna mai sottovalutare gli interessi di altri paesi. Nella sua domanda vengono citati tre paesi, Argentina, Brasile e Venezuela, fondamentali nel continente che hanno saputo dimostrare tutto il potenziale e i limiti dei nuovi modelli socialisti sviluppati nella regione. Tutti e tre sono accomunati da un errore condiviso ossia la fusione del progetto politico con la singola figura posta alla leadership del movimento politico: lulismo, kirchnerismo e chavismo rispettivamente hanno costituito anche il tallone d’Achille della proiezione del progetto nel lungo periodo. Infatti con il venir meno della candidatura delle figure carismatiche di Cristina Kirchner, Lula da Silva e Hugo Chavez, è venuto meno anche il favore popolare. Cosa attenderci? il 2018 sarà già indicativo con le elezioni presidenziali in Brasile e Venezuela, ma a prescindere dall’esito di queste controverse elezioni resta ferma la convinzione che è in America Latina che si svilupperà l’antidoto contro questa finanziarizzazione del mercato e contro l’iperliberismo economico così come, sempre in America Latina oggi come ieri e sicuramente nel prossimo futuro, verranno affinate le strategie del sistema per garantirsi la sopravvivenza a livello planetario.

Il titolo del suo libro è inequivocabile: il declino della globalizzazione. Ma si tratta di fine o di semplice flessione per ripresentarsi sotto nuove vesti, ma sempre come modello del consumo e del capitalismo?

Come detto, il sistema è alla ricerca a sua volta di un antidoto utile a garantirsi l’immunità dal cambiamento in atto. La condizione di “unipolarismo” non è affatto naturale e ovviamente prima o tardi nuovi poli geopolitici cercheranno una propria collocazione di primo piano nello scacchiere globale. Russia e Cina ne sono l’esempio. Lo slittamento al multipolarismo mette, chi ha avuto sino ad oggi l’egemonia incontrastata, nella situazione di attuare dei veri e propri colpi di coda in difesa del proprio status. E’ naturale, ma difficilmente basterà ad evitare la condivisione della leadership. Il modello capitalistico, del libero mercato o del mercato globale che dir si voglia ha dimostrato tutta la sua vulnerabilità a se stesso. Parliamo di un modello instabile per il quale le redini sono passate dalle nazioni coofondatrici (Inghilterra e Stati Uniti) ad un’unica forza egemone (USA) e da questa nell’immediato alle multinazionali che hanno saputo sfruttare la posizione di potenza a proprio vantaggio. E con questo torniamo in America Latina dove la posizione di potenza di Washington venne sfruttata dalla United Fruit Corporation che riuscì ad impadronirsi del Centro America e con questa materia prima ad invadere il mercato mondiale. Un esempio vecchio più di quasi un secolo, ma dal quale ha una repentina ascesa il modello che oggi abbiamo fatto nostro. Oggi la Casa Bianca non è altro che l’esecutore politico delle lobby più forti del mondo: armi, energia, farmaceutica, agroindustria, finanza e droga sfruttano l’egemonia politica, economica e militare della loro “sede legale” riuscendo a dislocare a basso costo e con grandi margini di profitto le proprie “sedi operative” in tutto il mondo.

Infine la sua analisi incrocia i grandi temi del nuovo secolo: la crisi del socialismo reale; la deriva populista come il trionfo di Trump; le nuove dinamiche energetiche; il confronto con il mondo islamico. Le Americhe come possono contribuire a ridefinire nuovi confini geopolitici?

Ripeto: l’America Latina è stata luogo di sperimentazione dell’egemonia della globalizzazione e credo che è li che potrà essere trovato l’antidoto. Occorre pazienza e lavoro perchè quanto sin qui visto, da Chavez in poi, può essere considerata una scintilla, importante sì, ma ancora insufficiente. Occorre tempo e molto probabilmente occorrono nuovi fallimenti. Si badi che con ciò non affermo che il socialismo è la strada ne tanto meno che lo stesso non lo sia. In America Latina la cosa più interessante è che dopo secoli è il popolo ad acquisire consapevolezza. Il popolo partecipa e scende in piazza senza timore. E’ la consapevolezza del popolo, il cambiamento che giunge dal basso a fare la vera differenza. Finché si resta in attesa di una soluzione che giunga dall’alto, gli interessi di pochi prevarranno sul tutto e ciò non può che alimentare le condizioni di conflitto. Conflitti che a loro volta hanno dei “piccoli” effetti collaterali come gli estremisti spesso sfruttati per raggiungere il proprio scopo e poi abbandonati come scorie radioattive nel giardino del vicino. Pensate se in Libia si cooperasse per la ricostruzione di uno stato autosufficiente a livello economico e produttivo e pensate se la stessa cosa la si facesse in altri luoghi dell’Africa. Pensate se si pagasse il giusto prezzo dell’energia e delle risorse minerarie appartenenti ad altri paesi e soprattutto pensate se questi paesi fossero sovrani sulle proprie risorse. Non vi sarebbe tanta povertà così come la necessità di migrare, ma tutto ciò non è affatto generatore di profitto e quindi meglio sopportare gli effetti collaterali di un modello ricco di distorsioni e asimmetrie in attesa di un Expo che parli di cooperazione per lo sviluppo…ma di chi?

Acquista il libro: https://www.ibs.it/sul-declino-della-globalizzazione-europa-libro-william-bavone/e/9788832870008?inventoryId=75044225

 

 

Il Premio “Cerruglio” 2017 a “I Nisei in guerra” di Andrea Giannasi (Tralerighe)

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Si è svolta a Montecarlo di Lucca, presso la Fattoria del Teso, la settima Edizione del Premio Cerruglio, il più importante evento letterario italiano dedicato alle tematiche della Difesa e della Sicurezza.
Nella sezione Narrativa ha vinto il thriller ‘Senza Tregua’ di Roberta Melli, mentre Andrea Giannasi con “I Nisei in guerra” e Marco Lombardi con ‘Il terrorismo nel nuovo millennio’ si sono aggiudicati rispettivamente la sezione Saggistica di Storia e di Attualità.
La giuria era presieduta dall’ex Capo di Stato Maggiore della Difesa Gen. Vincenzo Camporini, oggi vicepresidente dell’Istituto Affari Internazionali. Ne fanno parte anche il Gen. Carmelo Abisso, il direttore generale di San Marino Rtv Carlo Romeo, la giornalista di RaiNews24 Laura Tangherlini e l’economista Antonio Maria Costa, già vice segretario dell’ONU.
Molto partecipata anche la tavola rotonda sul terrorismo internazionale, al quale ha partecipato anche il Gen. Mario Mori, fondatore del ROS dei Carabinieri ed ex direttore dei servizi segreti italiani.

 

Una Torre di libri di Tralerighe (invito alla lettura con 3 libri a 24,90 euro)

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Fino al 30 settembre “Una torre di libri” Tralerighe
Tre libri da leggere a 24,90 euro (e le spese di spedizione le paghiamo noi)

Per fare crescere i libri non basta stamparli, bisogna anche diffonderli e farli leggere. A quanta più gente possibile. E unire il catalogo facendolo diventare una sorta di torre, nella quale un libro sostiene l’altro.
Un insieme, un gruppo, con radici solide e la voglia di essere parte integrante di un sistema.
Tra le righe lancia fino al 30 settembre una proposta che persegue l’idea di far girare quanti più libri possibili del catalogo di Tra le righe.

La proposta si articola su tre scelte:

– Ricevere la busta NERO con i libri di Gianni Monico, Ciro Pinto e Beppe Calabretta al prezzo di euro 24,90 (tre libri e le spese di spedizione le paghiamo noi);

– Ricevere la busta STORIA con tre libri del catalogo storico (tra i quali “Voci della Grande guerra” di Valido Capodarca) al prezzo di euro 24,90 (tre libri e le spese di spedizione le paghiamo noi);

– Ricevere la busta DONNA con tre libri della collana tra i lavori di Simonetta Simonetti, Monica Dini, Bruno Giannoni, Normanna Albertini, Daniela Cimadamore al prezzo di euro 24,90 (tre libri e le spese di spedizione le paghiamo noi);

Per ordinare e ricevere le note di pagamento basta inviare una email a tralerighelibri@gmail.com indicando nell’oggetto “Una torre di libri”.

 

Roberto Giacobbo, Beppino Englaro ed Emilio Gentile ospiti al TBF 2017 (Tra le righe libri)

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Roberto Giacobbo, Beppino Englaro ed Emilio Gentile tra gli ospiti del Terracina Book Festival 2017

Giunto alla sua ottava edizione il Terracina Book festival, organizzato da Innuendo editore, Tra le righe libri editore e Prospektiva, patrocinato dal Comune di Terracina, Città che Legge 2017, si apre nel centro storico venerdì 8 settembre alle ore 18 per poi proseguire fino a domenica 10. Tanti gli ospiti e i temi affrontati. Con Beppino Englaro sul palco Andrea Giannasi e Massimo Lerose dialogheranno sul fine vita e sui diritti civili ricordando Eluana Englaro. Con il famoso conduttore televisivo Roberto Giacobbo – autore della trasmissione Voyager in onda sulla Rai – invece il tema sarà quello del mistero raccontato attraverso il viaggio. Con lo storico Emilio Gentile, professore emerito alla Sapienza di Roma in storia contemporanea, intervistato dal giornalista Cesare Rinaldi, invece l’argomento sarà “In Democrazia il popolo è sempre sovrano”. Domenica il TBF presenterà come ogni anno Poeti a duello la sfida a colpi di versi ideata da La Masnada in Calabria e portata in tour in Italia dal poeta Gianluca Pitari.

Questa edizione offrirà delle anteprime “Terracina LittleTown” a partire dalle 18,30 dedicate ai bambini.

Il Terracina Book Festival, che fa parte degli eventi delle Città del libro, è ideato da Massimo Lerose e Andrea Giannasi, che si svolge in Piazza Santa Domitilla nel centro storico di Terracina. Tra l’Appia antica, la Cattedrale, i resti delle antiche vestigia dell’impero romano si tiene il festival con contaminazioni letterarie, poetiche, cinematografiche e tanti scrittori.

Ogni giorno verrà aperto uno spazio bibliolibreria.

In dettaglio il programma del TBF 2017 prevede:

– Venerdì 8 settembreLittleTown Terracina, alle ore 18,30 con la lettura della favola “Mozart e lo Gnomo Saggio” di Simonetta Biserni.

Alle ore 19 Terracina poetica con Armando Citarelli e Andrea Sibilio.

Alle ore 20 la storica voce della Rai, Alberto Lori, presenta il suo ultimo libro “L’ombra della sera”.

Alle ore 21 sul palco Beppino Englaro.

– Sabato 9 settembre: alle ore 19 Terracina Narrante con Fabio Cervelloni autore di “Io sono l’Agenda” e Giuseppe Recchia autore di “Maledetti dalle fiamme”.

Alle ore 20 Incontro con lo storico Emilio Gentile.

Alle ore 21 sul palco Roberto Giacobbo.

– Domenica 10 settembre: alle ore 18,30 Lettura della favola “Il drago di Carta” di Simone Pozzati, illustrazioni di Valeria Cerilli e animazione attraverso il #teatrinoDelleMarionette di Alessandra Gradassi.

Alle ore 19 l’argomento sarà quello dell’universo femminile con Carmer Gasperotto e Marielena Porzio autrici di “Éco – S. Femminile plurale” e Merilia Ciconte autrice di “Dopo il buio. Storia di un amore malato”.

Alle 20 Mario Di Mario presenta “Terracina. Cronache di vita amministrativa vissuta. 1960-1990”.

Alle 21 Poeti a duello al termine del quale si terranno le premiazioni di “Si scrive Terracina”.

Il TBF fa parte della rete dei festival letterari. Dieci eventi in quattro regioni italiane tra Toscana, Puglia, Calabria e Lazio (www.prospektiva.it).

Chi ha ucciso la Rosetta / non è della ligera. Garfagnana in giallo: posticipata al 27 agosto la scadenza del premio

Chi ha ucciso la Rosetta / non è della ligera / forse viene da Napoli / è della mano nera Garfagnana in giallo: posticipata al 27 agosto la scadenza del premio Ne hanno scritto in molti per via di una canzone. Lei era una prostituta di Porta Ticinese a Milano, dentro fino al collo nella […]

via Chi ha ucciso la Rosetta / non è della ligera. Garfagnana in giallo: posticipata al 27 agosto la scadenza del premio — Garfagnana in Giallo