“Lungo il sentiero delle trasparenze” il romanzo di Felice Foresta presentato a Catanzaro

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Avrà luogo presso la Biblioteca Comunale “F. De Nobili” di Catanzaro, in Villa Margherita, il prossimo 15 giugno alle ore 17.30,  la presentazione del nuovo romanzo di Felice Foresta dal titolo “Lungo il Sentiero delle Trasparenze”, Tralerighelibri Editore. Dialogherà con l’autore Raimonda Bruno, Docente di letteratura. Interverranno Andrea Giannasi, Editore, e Nunzio Belcaro, Libraio. Mariarita Albanese e Salvatore Venuto del Teatro di Calabria leggeranno alcuni passi del libro.
Felice Foresta, di professione Avvocato, è alla sua seconda opera. Nel 2015, infatti, ha già pubblicato, con la stessa casa editrice, il romanzo “Il faggio che sposò la luna” con cui ha conseguito anche qualche riconoscimento su scala nazionale. Lo scorso 11 maggio “Lungo il Sentiero delle Trasparenze” è stato presentato a Torino al Salone Internazionale del Libro.
“La presentazione al Salone del Libro di Torino  – ci dice l’autore –  è un’emozione straordinaria per chi ha la passione della scrittura e della lettura. Solo adesso, però, che avrò l’opportunità di parlare del nuovo romanzo nella mia Catanzaro, davanti ai miei amici e ai miei concittadini,  posso dirmi davvero felice. Catanzaro, la mia città, come la  Calabria, la mia terra, oggi vivono una sorta di strano limbo. Da un lato, continuano ad essere assediate da problemi di ogni natura che pare siano inespugnabili, dall’altro verso, però, sono in grado di declinare un fermento culturale inimmaginabile fino a qualche anno fa e, soprattutto, di grandi contenuti. Ed è questo un patrimonio che non può e non deve essere disperso, ma deve costituire la piattaforma di un autentico scatto d’orgoglio per tutti i calabresi chiamati a ritrovare  un senso di appartenenza ed una responsabilità sociale da tempo dileguatisi”.
“Lungo il sentiero delle trasparenze” è un cammino che si snoda lungo un percorso che è anche fisico ma, soprattutto, di ricerca intima.  Dare un volto a una sagoma di carta per l’autore è, infatti, un po’ giocare con l’anima. Quella di chi racconta, cercando di restituire concretezza all’evanescenza dei ricordi, dei volti e delle emozioni che riemergono dal coacervo della propria memoria. Quella di chi legge e vede sfilare i grandi temi con cui, almeno una volta nella propria vita, ha dovuto fare i conti. Primo sugli altri quello della presenza-assenza di quanti, a noi cari, vengono strappati alla dimensione dell’oggi.
Trasparenze del presente le chiama Federico Forster, il protagonista e l’io narrante. Sotto la spinta prepotente di un incontro casuale, Federico intraprende, in una sorta di personale iniziazione all’età adulta, un viaggio duplice e inconsapevole. Nello spazio annegato nel sole, o grigio di una nebbia testarda, e nel tempo. A prendere corpo è, così, un’idea di persona, un fratello del padre morto quando lui era ancora in fasce, la cui assenza ha tacitamente segnato – come scoprirà nel lento dispiegarsi di un accidentato percorso di ricostruzione – ogni tappa del suo vivere.
Federico, improvvisandosi a investigare tra pochi e smozzicati indizi, raccoglie, allora, dalle voci riflesse dei testimoni dell’epoca solo scaglie di verità, sufficienti, però, a ricomporre il ritratto di un uomo qualunque, in apparenza, un medico come tanti nell’Italia in bianco in nero del dopoguerra. Un uomo che, come pochi, negli anni incerti della rinascita ha saputo imprimere il sigillo indelebile di una purezza d’animo e di una bontà inusitata a ogni incontro fatto, a ogni relazione intrecciata e, sopra a ogni cosa, alla propria professione, scelta con la coriacea determinazione dei bambini e perseguita con l’ostinata caparbietà tipica solo degli uomini del Sud. Amata al punto tale da farne un’autentica missione di vita.
Intorno a lui, la “danza” degli altri personaggi, di ieri e di oggi, che, riemergendo dalle pieghe di un passato sempre vivido o incrociando, anche solo per poco, nel presente narrativo, il cammino di Federico, si fanno portatori di un mondo di valori universali e senza tempo. La potenza suggestiva dei libri, l’indomita lealtà nell’amicizia, la sacralità del lavoro, la salda compattezza della famiglia, la voglia di vita da tutti riconosciuti quale unico “gancio” calato dall’alto e capaci di colmare il vuoto delle tante trasparenze che popolano l’esistenza di ognuno. E, in penombra, la forza di un amore saldato come i pezzi di una parola, la CHI e la RHO, le sillabe di un cristogramma, che a separarli non ci riesci anche quando hanno il respiro del dolore.

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Torna in Garfagnana il festival bioletterario Leggere Gustando

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Leggere Gustando 2018

Festival bioletterario
IX edizione – 30 giugno 1 luglio – Castiglione di Garfagnana (Lucca)

 

Leggere gustando è un festival bioletterario che unisce il piace della lettura al piacere del gusto. Il festival è nato nel 2010 e si svolge in Garfagnana e ha avuto tra i tanti ospiti Beppino Englaro, Bruno Gambarotta, Pino Scaccia, Francesco Recami, Gigi Moncalvo, Barbara Garlaschelli, Normanna Albertini e molti altri.

Organizzato Prospektiva, Castiglione News e ProLoco si anima in sinergia tra le case editrice Tralerighe libri e Garfagnana editrice, e le realtà di tutela e promozione dei prodotti tipici Slow Food Garfagnana e Valle del Serchio, Coldiretti e Campagna Amica Agrichef. Partner è l’Amministrazione comunale di Castiglione.

La Piazza della rocca del castello lucchese è luogo ideale dove presentare libri e incontrare i sapori e gli antichi saperi.

La nona edizione del festival bioletterario, condotta da Andrea Giannasi, affronterà, attraverso differenti angoli di visione, il tema dell’essere bambini. Bambini di ieri e bambini di oggi tra pericoli, giochi, sogni e incubi. Ogni serata sarà introdotta da un autore del territorio che attraverso la propria pubblicazione ha voluto svelare ai lettori una parte delle proprie memorie e di quelle di nonni o zii. Protagonisti saranno Vanessa Panzani e Stefano Folegnani.

Saliranno sul palco poi due importanti ospiti: Flavia Piccinni, autrice di “Bellissime” il libro inchiesta dove bambine e genitori sognano “la meta finale, il posto dove vanno tutti e dove tutti sognano di essere protagonisti”. Un libro che mostra il drammatico percorso compiuto verso la realizzazione di quello stereotipo di genere che è l’anticamera dello sfruttamento della donna-oggetto. Bambine in sfilate, ma anche bambine ballerine, bambine truccate, vestite come giovani ragazze e naturalmente “bellissime”.

Paolo Miggiano autore di “La guerra di Dario”, un libro che ricostruisce le storie di bambini e innocenti morti ammazzati a Napoli. L’unica colpa è essersi trovati sulla traiettoria sbagliata. Sono decine i morti “per sbaglio” a Napoli caduti sotto il fuoco dei killer o delle “paranze” che stanno diventando il nuovo problema di una città sempre più avvolta nel problema delle baby gang.
Dunque il Leggere Gustando 2018 parlerà dei bambini, del loro mondo, e di quanto sia preziosa la loro custodia e tutela dai pericoli di un futuro sempre più social e sempre meno sociale.

L’evento si terrà nella piazza principale del Castello di Castiglione di Garfagnana tutte le sera a partire dalle ore 21. Al termine delle presentazioni si aprirà il momento conviviale con degustazione di prodotti tipici della Garfagnana.

 

Il programma:

 

Sabato 30 giugno

Leggere

Anteprima alle ore 21

Stefano Folegnani. Presentazione di “Castrum leonis. Frammenti di vita in un piccolo borgo dell’Appennino”.

(Garfagnana editrice)

 

L’ospite dalle 21,30

Flavia Piccinni 

Presentazione di “Bellissime. Baby miss, giovani modelli e aspiranti lolite”
(Fandango Libri)

 

Flavia Piccinni. Scrittrice e giornalista, ha pubblicato tre romanzi (Quel Fiume è la notte, Fandango; Lo Sbaglio, Rizzoli; Adesso Tienimi, Fazi) e un saggio sulla ‘ndrangheta (La malavita, Sperling&Kupfer). Ha vinto numerosi premi letterari (fra cui il Campiello Giovani) e radiofonici (l’ultimo è il Marco Rossi). È coordinatrice editoriale della casa editrice Atlantide. Collabora con diversi giornali. E’ autrice di documentari per Radio3 Rai e Rai1. Il suo ultimo libro è “Bellissime” (Fandango Libri, 2017), che ha prodotto due interrogazioni parlamentari e un DDL, ed è finalista al Premio Benedetto Croce e al Premio Alessandro Leogrande.

 

Gustando

Alle ore 22,15 degustazione di prodotti locali con l’Agrichef di Campagna Amica Coldiretti, Francesca Buonagurelli.

 

 

Domenica 1 luglio

Leggere

Anteprima alle ore 21

Vanessa Panzani. Presentazione “Storie di due bambini nella Garfagnana della prima metà del Novecento”.

(Garfagnana editrice)

 

L’ospite dalle 21,30

Paolo Miggiano

Presentazione di “La guerra di Dario. Vivere e morire a Napoli”

(Tralerighe libri)

 

Paolo Miggiano. Laureato in Scienze dell’Investigazione, è giornalista pubblicista. Per trentaquattro anni elicotterista della Polizia di Stato. È coordinatore delle attività della Fondazione Pol.i.s. per le vittime innocenti della criminalità e i beni confiscati alle mafie e membro dell’Associazione Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato.Tra i suoi libri Morire a Procida, la Meridiana; I nuovi modelli di sicurezza urbana. L’esperienza della Regione Campania, Aracne; Qualcun altro bussò alla porta. Dario Scherillo e altre storie di persone vittime della violenza criminale, Spotzone.

I suoi saggi sui fenomeni mafiosi sono pubblicati in “Antimafia” – periodico del Centro Studi Lenin Mancuso di Palermo – e in “Polizia e Democrazia”.

 

Gustando

Alle ore 22,15 degustazione con i prodotti del territorio a cura di Slow Food Garfagnana e Valle del Serchio.

Anche Tralerighe nel progetto del Centro per il libro e la lettura (con Anci e MIUR)

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Barga “Città che legge 2018-2019” con altre quattro regine della provincia di Lucca

Sono Lucca, Barga, Forte dei Marmi, Massarosa e Viareggio le capitali letterarie lucchesi che per il biennio 2018-2019 si potranno fregiare del titolo di “Città che legge”. Il progetto del Centro per il libro e la lettura, in collaborazione con ANCI e del Ministero dei Beni e delle Attività culturali prosegue sulla strada intrapresa due anni fa e tesa a creare una rete di città che lavorano con i libri.
“Anche quest’anno l’interesse da parte delle Amministrazioni Comunali – si legge nel comunicato stampa ufficiale – è stato considerevole e ha dimostrato l’esistenza di numerose buone pratiche nell’ambito della promozione della lettura su tutto il territorio nazionale. I comuni ammessi nell’elenco delle ‘Città che leggono’ hanno visto un aumento rispetto all’anno scorso e sono 441. La distribuzione su tutta la penisola rivela un equilibrio tra le varie aree geografiche e le Città che leggono per il biennio 2018-2019 sono 161 al nord, 116 al centro, 125 al sud e 39 nelle isole”.
Barga grazie al lavoro portato avanti dall’amministrazione comunale, alla biblioteca “F.lli Rosselli”, ai progetti di Nati per leggere (durante i quali i bambini sono guidati verso la passione della conoscenza), al festival letterario Tralerighe (giunto all’undicesima edizione che ha portato a Barga personalità come Beppe Severgnini, Maurizio De Giovanni, David Riondino, Fabio Genovesi, Giuliana Sgrena, Bruno Gambarotta, Claudio Sabelli Fioretti, Gigi Moncalvo, Beppino Englaro, Rosario Priore, Paolo Guzzanti), al premio giornalistico “Arrigo Benedetti” (che ha premiato giornalisti di grandissimo livello come Milena Gabanelli, Ferruccio De Bortoli, Fabrizio Gatti, Federica Angeli, Paolo Borrometi e molti altri), al Premio di poesia “Giovanni Pascoli – L’ora di Barga” (giunto alla sesta edizione con centinaia di poeti e poetesse provenienti da tutta Italia), alle attività delle associazioni Unitre, Cento Lumi, ProLoco, oggi rappresenta un’isola importante in provincia di Lucca. Un laboratorio letterario dove l’indice di lettura è tra i più alti d’Italia, dove la cultura e il rapporto con i libri è forte e presente. Grazie anche a idee come quella dell’aver creato la più piccola biblioteca della Toscana nella Red Telephone box.
Essere dunque tra le cinque magnifiche “Città che leggono” della provincia di Lucca, non è un traguardo per Barga, ma un punto di partenza.

 

 

“Lupardo” di Enrico Bertozzi. Il romanzo sulla Garfagnana

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Sabato 26 maggio alle ore 15,30 a Gallicano nelle Cantine di Villa Simonini a cura di Unitre, verrà presentato il libro “Lupardo” di Enrico Bertozzi. Ne parlano Elena Bertozzi e Mario Regoli.
Enrico Bertozzi era uno scrittore nato a Eglio nel comune di Molazzana (Lucca) nel 1912. Dopo aver studiato a Castelnuovo di Garfagnana e a Lucca dove frequenta l’Istituto tecnico “Carrara”, diplomandosi ragioniere e venne impiegato nel Banco di Roma. Durante la guerra fu trasferito a Milano insieme alla moglie, insegnante di lettere. Nell’inverno del 1942 richiamato in guerra venne inviato in Russia dove, da ufficiale al comando di una compagnia di soldati, intraprese la drammatica ritirata alla quale riuscì a sopravvivere. La scrittura come romanziere e poeta iniziò per lui tardi, alla data della pensione, ma fu una passione da sempre coltivata e che solo con la libertà acquisita riuscì a realizzare.

Il romanzo “Lupardo” è ambientato sulle montagne ideali della Garfagnana dove i luoghi non hanno più i loro veri nomi ma fantasie. Così la Pania diventa “la favola”, il fiume Turrite diventa “il sogno”, il paese di Molazzana diventa Poggio di sogno e Castelnuovo è Castel di sogno. Infine Taso diventa Pennàlta.

“Grazie signor capitano – rispose Lupardo simulatore – ma io abito su un monte e di questi tempi non potrei aiutare mio padre nelle faccende come desidero, perché non ce n’è. D’altronde sta bene, e per le nostre necessità sarebbe meglio ci andassi in settembre o in ottobre. Invece c’è qui una buona famiglia delle mie parti che mi prega spesso di restare a cena. M’hanno dei riguardi perché mi fa male lo stomaco. Ci son tre bambini che mi vogliono bene e m’ascoltano a bocca aperta la sera quando gli conto le fòle. Son biondini, è bello accarezzargli i capelli.

Si chiamano Marzia, Luigi, Nicolino. Il più grande ha dieci anni. I loro genitori si son trovati bene qui, soltanto soffrono un po’ come me di nostalgia del paesello. Ci raccontiamo le cose, mi vorrebbero trattenere con loro, ma come si fa?”

 

LUPARDO
di Enrico Bertozzi
Pagine 190- Euro 14,00
ISBN 9788899141677

Tralerighe libri editore

www.tralerighelibri.it

Quando la storia entra nelle scuole. Tour di presentazioni di “Italia 1940-1945” di Antonio Gioia (Tralerighe)

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Quando la storia entra a scuola.
Dopo i successi nelle scuole di Empoli “Italia 1940-1945” di Antonio Gioia in tour nelle scuole calabresi di Crotone, Catanzaro e Soverato.
 
CROTONE
Giovedì 24 maggio alle 10,00, nell’ambito del GUTENBERG CALABRIA – Fiera del Libro, della Multimedialità e della Musica, si terrà presso l’Istituto Tecnico Nautico “Ciliberto” di Crotone la presentazione di “Italia 1940-1945. Le storie di ieri e i ragazzi di oggi” di Antonio Gioia.
 
CATANZARO
Venerdì 25 maggio alle 11,00, nell’ambito del GUTENBERG CALABRIA – Fiera del Libro, della Multimedialità e della Musica, si terrà presso l’Istituto di Istruzione Superiore “De Nobili” di Catanzaro la presentazione di “Italia 1940-1945. Le storie di ieri e i ragazzi di oggi” di Antonio Gioia.
 
SOVERATO
Sabato 26 maggio alle 9,00, nell’ambito del GUTENBERG CALABRIA – Fiera del Libro, della Multimedialità e della Musica, si terrà presso il Liceo Scientifico “Guarasci” di Soverato la presentazione di “Italia 1940-1945. Le storie di ieri e i ragazzi di oggi” di Antonio Gioia.

Cinque tulipani. Una storia di Resistenza veneta. Il romanzo, tratto da storie vere, di Nicola Rinaldo (Tralerighe)

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Alfredo Tizzoni è un giovanissimo tenente dei Carabinieri. Dai banchi dell’Università si ritrova catapultato negli eventi che seguiranno all’armistizio e all’occupazione nazifascista della penisola.
Alf, così lo chiamano gli amici, dovrà mettere in discussione tutti i valori morali che lo hanno guidato fino a quel momento per sopravvivere e per trovare la Redenzione.
La Resistenza è vista con gli occhi di un ragazzo diventato adulto suo malgrado. Uno spirito giovane, a tratti impulsivo e infantile che un’uniforme indossata troppo presto e in fretta non è riuscita a cancellare. Una Liberazione che è voluta non solo per la terra ma anche per l’anima. Un’attesa spasmodica e una missione che metterà in discussione l’intera società e i suoi figli. Un cammino che intraprenderanno in pochi e che in pochissimi porteranno a termine in vita.
“Cinque tulipani” è prima di tutto una storia di vita, il racconto di come la dignità e l’amicizia possano divenire una conquista sufficiente per morire a testa alta.

Un romanzo, tratto da storie vere, sulla Resistenza veneta.

Cinque tulipani. Una storia di Resistenza veneta
di Nicola Rinaldo
Pagine 216 – euro 15,00
ISBN 9788832870305
Tralerighe libri editore

Una città in difesa. Lucca: la fornace delle artiglierie (I Quaderni di Historica Lucense editi da Tralerighe)

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Nel primo numero dei Quaderni Historica Lucense a cura di Bruno Giannoni e Renato Gianni Ridella si affronta la storia della fornace delle artiglierie di Lucca, fortunosamente rinvenuta.
Si tratta di una struttura completa del forno unica in Europa per forma e conservazione. Situata nell’antico quartiere destinato ad uso militare, oggi è al centro di studi e di una possibile riqualificazione.
Historica Lucense propone in questo Quaderno tutti i documenti disponibili reperiti in archivi e frutto di studi recenti.

Associazione Historica Lucense
Una città in difesa. Lucca: la fornace delle artiglierie
a cura dell’Associazione Historica Lucense
Di Bruno Giannoni e Renato Gianni Ridella
Pagine 172 – euro 13,00
ISBN 9788832870398
Tralerighe libri

Tralerighe al Salone del libro di Torino 2018 (stand T118 Pad. 3)

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Tralerighe libri , l’editore indipendente di Lucca, sarà presente con il proprio stand alla 31° edizione del Salone Internazionale del libro di Torino. L’evento letterario più importante d’Italia – che come ogni anno si tiene presso il Lingotto – si svolge tra il 10 e il 14 maggio e vedrà la partecipazione di oltre 1000 editori che rappresentano il mondo del libro. Centinaia gli incontri in programma che vedranno protagonista anche la casa editrice lucchese che sarà presente con tutti i libri in catalogo (140 titoli) allo stand T118 padiglione 3.

Tra questi venerdì 11 maggio alle ore 18,30 presso gli spazi della Regione Calabria verrà presentato il nuovo romanzo dello scrittore Felice Foresta. Sabato 12 maggio alle ore 11 presso lo stand del MIUR, il direttore Andrea Giannasi parlerà nell’ambito del concorso nazionale organizzato in collaborazione tra Mibact, Apidge, Obiettivo Scuola, Senato della Repubblica, di Costituzione italiana e del rapporto tra la carta, la scuola e i cittadini.

Domenica 13 maggio alle 10,30 presso lo stand della Regione Toscana verrà presentato il libro per bambini “Divisioni senza resto” di Caterina Frustagli, illustrato dalla disegnatrice Claudia Corso diplomatasi al “Passaglia” di Lucca. Ci sarà spazio anche per il lancio del comunicato stampa ufficiale del Premio giornalistico “Arrigo Benedetti” Città di Barga, che vedrà la premiazione dei giornalisti vincitori sabato 26 maggio.

In programma presso gli spazi del Superfestival organizzato dal Salone del libro, anche la presentazione dei programmi dei festival letterari “Tralerighe di Barga”, Terracina Book festival, Garfagnana in Giallo Barga noir, Leggere Gustando di Castiglione di Garfagnana. Si parlerà anche di premi letterari e tra questi i prestigiosi “Carver”, “Nabokov” e Premio Pascoli.

Tanti i libri che verranno presentati in anteprima al Salone da parte di Tralerighe. Paolo Miggiano, autore napoletano da anni in prima linea a raccontare la Camorra, esce con “La guerra di Dario. Vivere e morire a Napoli”; Barbara Rosenberg attraverso il ricordo di un viaggio con il nonno, narra le radici dell’antisemistimo nel suo “Viaggio in Germania”; “Volontario della libertà” è il diario di Enzo Furiozzi prigioniero dei tedeschi e poi partigiano; su questi temi il lavoro di Anna Raviglione e Franca Di Palma con “Sopravvissuto a Mauthausen”.

In primo piano anche il lavoro dei lucchesi Francesco Petrini e Virginio Monti.

Volontario della libertà: venerdì 25 maggio alla Libreria Mondadori di Siena la presentazione del diario di prigionia e guerra di Enzo Furiozzi

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«Il mattino dell’8 settembre 1943, a noi, duecento reclute del 39 Rgt. Art. d’Armata, fu data la sveglia più presto del solito. Il programma era tutto nuovo. Si doveva andare in distaccamento a Bibbiano, distante poco più di 20 Km da Reggio Emilia, per fare qualche esercitazione un po’ più militaresca, ma soprattutto per lasciare sgombra la piazza d’armi non so bene per quali altri arrivi».

Iniziò così la tragedia di Enzo Furiozzi che con altri migliaia venne fatto prigioniero e portato in Germania con carri bestiame. Il diario, edito da Tralerighe, ritrovato casualmente presso l’archivio storico dell’Associazione Toscana Volontari della Libertà di Lucca, verrà presentato venerdì 25 maggio alle ore 18 a Siena presso la libreria Mondadori (via Montanini). A presentare l’interessante libro Andrea Giannasi, direttore del Museo della Liberazione di Lucca e Luca Furiozzi figlio dell’autore del diario di guerra e prigionia.

Enzo Furiozzi venne internato prima nel “Kriegsgefangenerlager II A”, il campo di concentramento di Neubrandenburg con il numero 102028 e poi nello Stalag 269 a Wipperfhürt, a una trentina di chilometri a nord-ovest di Colonia, nel cuore della Renania. Perduto fortunosamente lo status di I.M.I. (Internato Militare Italiano) il prigioniero ottenne la possibilità del rimpatrio come civile non più abile al lavoro e, una volta giunto in patria, entrò a far parte della Resistenza.

A distanza di 75 anni dall’8 settembre 1943 il libro pone – come scrive l’autore – «Il 25 aprile 1945 e ciò che esso rappresenta tra le cose di cui deve essere costantemente e ben curata la memoria storica. Tra i tanti fatti e le tante vicende che la nostra giovane Nazione ha vissuto, questa data ha un significato particolarissimo e non surrogabile: rappresenta la conquista di quella libertà che ci fu a lungo conculcata, e, con essa, la nascita dell’Italia moderna, libera, viva e vitale».

Il libro inizia raccontando proprio il momento in cui quei giovani italiani persero la libertà ad opera dei tedeschi: «Ci passarono poi in rivista – scrive Furiozzi – un lungo e meticoloso cerimoniale. Dovemmo aprire zaini, cassette, bagagli; rovesciare le tasche; aprire i portafogli; uno appresso all’altro in lunghe righe. Vennero sequestrati tutti gli oggetti di qualche valore, macchine fotografiche, carta moneta, coltelli e attrezzi, ecc. Poi ci avviarono alla disinfestazione, un rito questo, che si ripeteva, come vedemmo, ogni volta che si entrava o si usciva da un lager. Ci si spogliava nudi, si mettevano i nostri panni attorno a un trespolo di ferro numerato, avendo cura di lasciar fuori carte ed oggetti di cuoio (scarpe, portafoglio): i panni finivano in una grande autoclave e noi, in gruppi di trenta-quaranta, venivamo avviati in un camerone dal cui soffitto appositi ugelli versavano forti getti d’acqua caldissima. Una specie di terra saponaria, che col sapone aveva poco o niente a che vedere, avrebbe dovuto aiutarci a fare una vera pulizia. Poi si passava, in più file, allo spidocchiamento specifico: qualcuno, generalmente una prigioniera russa o polacca, seduto su una panchetta, intingeva un pennellone da imbianchino in un secchio di petrolio e lo passava poi intorno all’inguine, sotto le braccia e avanti un altro».

Gaudenzio (Enzo) Furiozzi nato a Camerino nel 1922, si è spento a Siena nel 2014. Laureato in Chimica, è stato insegnante e preside. Nel 1943 partì volontario per la Seconda Guerra Mondiale, finendo prigioniero in Germania quale militare italiano internato (IMI). Rientrato in Italia, divenne membro del CLN di Montebello Vicentino in quota Giustizia e Libertà.

Cavaliere della Repubblica, è stato insignito della Croce al Merito di Guerra, del Diploma di Patriota e della Medaglia d’Onore del Presidente della Repubblica. È stato Vice presidente dell’Istituto Storico della Resistenza di Siena ed anche Presidente dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci.  Ha svolto vasta attività culturale. Numerose le sue pubblicazioni su argomenti di politica e di attualità.

Volontario della libertà: prigioniero in Germania, partigiano in Italia 1943-1945
di Enzo Furiozzi
Tralerighe libri editore
ISBN 9788832860350
Pagine 252 – Euro 15,00

http://www.tralerighelibri.it

 

Volontario della Libertà. Prigioniero in Germania, partigiano in Italia 1943-1945 di Enzo Furiozzi in uscita al Salone del libro di Torino 2018 (Tralerighe editore)

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«Il mattino dell’8 settembre 1943, a noi, duecento reclute del 39 Rgt. Art. d’Armata, fu data la sveglia più presto del solito. Il programma era tutto nuovo. Si doveva andare in distaccamento a Bibbiano, distante poco più di 20 Km da Reggio Emilia, per fare qualche esercitazione un po’ più militaresca, ma soprattutto per lasciare sgombra la piazza d’armi non so bene per quali altri arrivi».

Iniziò così la tragedia di Enzo Furiozzi che con altri migliaia venne fatto prigioniero e portato in Germania con carri bestiame. Internato prima nel “Kriegsgefangenerlager II A”, il campo di concentramento di Neubrandenburg con il numero 102028 e poi nello Stalag 269 a Wipperfhürt, a una trentina di chilometri a nord-ovest di Colonia, nel cuore della Renania, Furiozzi perse casualmente lo status di I.M.I. (Internato Militare Italiano). Fu così che fortunosamente ottenne la possibilità del rimpatrio come civile non più abile al lavoro e, una volta giunto in patria, entrò a far parte della Resistenza.
A distanza di 75 anni dall’8 settembre 1943 questo libro pone – come scrive l’autore – «Il 25 aprile 1945 e ciò che esso rappresenta tra le cose di cui deve essere costantemente e ben curata la memoria storica. Tra i tanti fatti e le tante vicende che la nostra giovane Nazione ha vissuto, questa data ha un significato particolarissimo e non surrogabile: rappresenta la conquista di quella libertà che ci fu a lungo conculcata, e, con essa, la nascita dell’Italia moderna, libera, viva e vitale».

«Ci passarono poi in rivista: un lungo e meticoloso cerimoniale. Dovemmo aprire zaini, cassette, bagagli;  rovesciare le tasche; aprire i portafogli; uno appresso all’altro in lunghe righe. Vennero sequestrati tutti gli oggetti di qualche valore, macchine fotografiche, carta moneta, coltelli e attrezzi, ecc. Poi ci avviarono alla disinfestazione, un rito questo, che si ripeteva, come vedemmo, ogni volta che si entrava o si usciva da un lager.
Ci si spogliava nudi, si mettevano i nostri panni attorno a un trespolo di ferro numerato, avendo cura di lasciar fuori carte ed oggetti di cuoio (scarpe, portafoglio): i panni finivano in una grande autoclave e noi, in gruppi di trenta-quaranta, venivamo avviati in un camerone dal cui soffitto appositi ugelli versavano forti getti d’acqua caldissima. Una specie di terra saponaria, che col sapone aveva poco o niente a che vedere, avrebbe dovuto aiutarci a fare una vera pulizia.
Poi si passava, in più file, allo spidocchiamento specifico: qualcuno, generalmente una prigioniera russa o polacca, seduto su una panchetta, intingeva un pennellone da imbianchino in un secchio di petrolio e lo passava poi intorno all’inguine, sotto le braccia e avanti un altro».

Volontario della Libertà. Prigioniero in Germania, partigiano in Italia 1943-1945
di Enzo Furiozzi
Pagine 252 – euro 15,00
ISBN 9788832870350
Tralerighe libri editore

www.tralerighelibri.it