Castrum de atrium il nuovo romanzo storico di Andrea Campoli

Intorno all’anno mille sulle alture di Castelvecchio, luogo in cui era stato costruito dai Romani un fortilizio di guardia caduto in rovina, viene costruita una Basilica a forma di croce latina. È il Vescovo di Lucca a farla edificare e gli abitanti sono incaricati dei lavori. La costruzione ruota intorno a un tesoro nascosto nelle viscere della terra, ritrovato e con esso finanziata la costruzione della Chiesa. Uno spaccato di vita contadina di quel tempo, le condizioni di vita primarie, le tecniche di costruzione e i vari mestieri dell’epoca. Vari personaggi, tra i quali preti, frati, streghi e lestofanti di ogni tipo, si rincorrono e si nascondono tra le righe di questa storia. Tra questi anche un Tramandator, che di generazione in generazione, oralmente, trasferisce la storia della Garfagnana, che due dei protagonisti della vicenda devono imparare a memoria. Un romanzo con basi storiche legato alla montagnola di Castelvecchio, la quale sovrasta l’abitato di Piazza al Serchio.

«Dopo che i Romani sconfissero i Liguri Apuani e li deportarono tutti nel Sannio, s’impadronirono di questi posti e costruirono, sopra le alture dei punti strategici, dei Castrum o Castellum. Essi servivano per avvistare nemici in lontananza e segnalarli con delle apposite bandiere. In base al colore che sbandieravano, i capi romani capivano il grado di pericolo che dovevano affrontare. Sopra questo monte ci sono i resti del Castrum ma, cosa più importante, c’è una galleria interna al monte scavata nella roccia. In essa è stata costruita una scala in pietra, a chiocciola, che scende giù nelle viscere della terra, fino al fiume. Il Castrum non è mai stato violato ma le incurie del tempo hanno fatto sì che diventasse un rudere. L’ingresso della galleria o pozzo che dir si voglia giù al fiume non si sa dove sia ma da sopra è di facile accessibilità. Io sono sceso fino ad un certo punto poi mi sono spaventato e sono risalito senza tornarci mai più. Ho sentito delle grida agghiaccianti che provenivano dal basso, non so dire se di uomo, donna o bestia. Sono un tramandator che di generazione in generazione racconta quello che è successo in tempi passati. Sono arrivato fino qui anche per un altro motivo, sono alla ricerca del mio successore. Appena arrivato ho avuto la sensazione di essere giunto nel posto giusto al momento giusto, qui troverò chi si dovrà prendere in carico tutto il mio sapere».

Andrea Campoli, all’anagrafe Andreino Moreno, è nato a Castelnuovo di Garfagnana il 30 novembre 1952 e risiede da sempre nel paese di S. Anastasio nel comune di Piazza al Serchio in provincia di Lucca.
Ha iniziato come “folatore” per poi iniziare a scrivere. Ha all’attivo numerose pubblicazioni ed è vincitore di importanti premi letterari.
Autore di numerosi libri, tra i quali “Apuani” (2019) e “Una magnifica annata” (2021).
Con Marinella Campoli ha scritto alcuni libri di cucina di successo: “Antichi sapori apuani. Ricette e segreti” (2020); “Polenta e ossi. Il mangiar bene in Garfagnana in 90 ricette” (2020); “Antichi sapori Apuani. Ricette e segreti” (2020).

Acquista il libro: https://www.tralerighelibri.com/bookstore

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