L’arma che inganna: La mimetizzazione negli eserciti della Grande guerra: arte, ingegno e industria di Fabio Montella (Tralerighe libri)

Nel corso della prima guerra mondiale, la possibilità di scrutare il nemico offerta dalla nascente arma aerea e da più sofisticati mezzi di osservazione rese indispensabile, in ogni esercito in lotta, la creazione di strumenti che permettessero di proteggere uomini, mezzi e postazioni.

Nascondersi efficacemente, dissimulare alla vista le proprie armate, creare punti di osservazione mimetizzati nella natura significava limitare le perdite ma anche utilizzare il fattore sorpresa negli assalti, entrambi aspetti fondamentali nella guerra di posizione e logoramento che si stava combattendo al fronte. Per raggiungere questi scopi divenne fondamentale la collaborazione di ingegneri, pittori, scultori e scenografi, che lavorarono nel settore del mascheramento, avviato in Italia nel 1917 sull’esempio della Francia.

Sulla base di fonti archivistiche in gran parte inedite, in questo libro si presenta per la prima volta in Italia una storia complessiva del camouflage, un tema sottovalutato dalla storiografia ma che ebbe un’importanza crescente in tutti gli eserciti, specie nell’ultimo decisivo anno di guerra.

L’arma che inganna
La mimetizzazione negli eserciti della Grande guerra: arte, ingegno e industria
di Fabio Montella
Tralerighe libri editore
ISBN 9788832872088
Euro 16,00 – Pagine 168

Fabio Montella è ricercatore indipendente e giornalista professionista. Laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Bologna, collabora con l’Istituto Storico di Modena e con altri centri di ricerca. È direttore responsabile di Clionet. Per un senso del tempo e dei luoghi, rivista di public history.
Svolge attività di ricerca sulla storia sociale e politica dell’Otto/Novecento, con particolare riguardo alla Grande Guerra, all’antifascismo e alle migrazioni. Tra le sue pubblicazioni più recenti si segnalano i volumi Storie senza approdo di migranti italiani (Bologna, 2021); Prigionieri. I militari italiani nei campi di concentramento della Grande Guerra: la detenzione, il ritorno, l’internamento in patria, l’oblio (Bassano del Grappa, 2020); Dal garage al distretto. Il biomedicale mirandolese. Storia, evoluzione e prospettive (Bologna, 2017, con Franco Mosconi); Superare Caporetto. L’esercito e gli italiani nella svolta del 1917 (Milano, 2017, con Luca Gorgolini e Alberto Preti). Nel 2021 ha ottenuto il Premio di studio “Cesare Mozzarelli” promosso dall’Istituto Mantovano di Storia Contemporanea (terzo classificato).

Questo saggio ha vinto l’edizione 2021 del Premio Tralerighe Storia.

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