La difesa aerea italiana durante la Guerra Fredda nel saggio di Leonardo Malatesta “La spada e lo scudo” (Tralerighe libri)

Il 4 aprile 1949, malgrado la pressione esercitata dall’URSS sugli stati partecipanti al Trattato (in particolar modo con un memorandum diretto ai 12 membri originari, dove si affermò il carattere ostile della loro iniziativa), venne firmato il Trattato Nord Atlantico (NATO) a Washington. Nei cinque mesi successivi, i parlamenti dei vari paesi membri lo ratificarono. Entrò in vigore il 24 agosto. I paesi fondatori del trattato furono: Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Stati Uniti. Il Trattato aveva una durata infinita. Consentiva anche una cooperazione e una consultazione permanente nei campi politico, economico e miliare.

I paesi firmatari dichiararono il loro desiderio di vivere in pace con tutti i popoli e con tutti i governi. Si riaffermò la propria fede nei principi dell’ONU e tutti si impegnarono a mantenere la pace e la sicurezza internazionale e a favorire la stabilità e il benessere nella regione dell’Atlantico Settentrionale. Tutti i paesi contraenti al Trattato adottarono una politica di sicurezza fondata sul diritto inalienabile dell’autodifesa individuale e collettiva sancito dall’articolo 51 dello Statuto dell’ONU, pur affermando, nello stesso tempo, l’importanza della cooperazione reciproca in altri campi».

Dopo la fine della 2ª guerra mondiale, il compito della difesa aerea passò all’aeronautica militare. Durante la Guerra Fredda l’arma azzurra, assolse il compito del controllo dello spazio aereo italiano con dei centri di comando sotterranei a prova di bomba atomica, i vari gruppi radar, i gruppi dotati dei missili Hawk e Nike Hercules e gli stormi dotati dell’intercettore per eccellenza l’F 104.

Nel volume per la prima volta, si analizza il funzionamento del complesso sistema della difesa aerea italiana entrando nel dettaglio utilizzando fonti inedite documentarie e fotografiche che rende comprensibile a tutti ciò che gli uomini con le stellette svolsero negli oltre 40 anni della Cortina di Ferro.  

La spada e lo scudo. La difesa aerea nella guerra fredda
di Leonardo Malatesta
ISBN 9788832871685
Pagine 316 – euro 16,00

Dottore in Storia. Consigliere Scientifico dell’Istituto Italiano dei Castelli, membro del Comitato Scientifico dell’Associazione Bunker Soratte, del Consiglio del Comitato di Treviso dell’Istituto per la storia del risorgimento, collaboratore del comune di Affi per la valorizzazione di West Star e consulente per il comune di Tonezza del Cimone per il museo sul 66° Gruppo IT. Studia la storia militare italiana ed europea dal 1848 ai giorni nostri. Collabora ed è socio con istituzioni culturali come l’Associazione Archivio Biblioteca Dall’Ovo – Onlus, il Centro Internazionale di Studi Risorgimentali – Garibaldini di Marsala e la Mostra permanente 1915 – 18 Il Ricordo di Enego.   Attualmente i suoi interessi di ricerca si rivolgono alla storia militare della Guerra Fredda e a quella delle guerre mondiali del ‘900. È autore di saggi e monografie di storia militare tra cui “La Brigata nera Mercuri 1943-1945, Chillemi editore, 2020; Tuonando disintegro! La storia del 66° Gruppo Intercettori Teleguidati, Macchione Editore, 2020; Ultimo Bunker a Nord – Est: La Fanteria d’Arresto, Editrice Storica, ANFA, 2020; West Star. La Stella d’Occidente, Bunker Soratte, Quaderni di Storia, 2020, e vari contributi in riviste storiche come Bollettino Storico Alta Valtellina, Studi Garibaldini. 

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