Garfagnana 1522: La prima indagine per il commissario Ariosto

Il Commissario Ludovico Ariosto in Garfagnana nel 1522

Siamo nel febbraio del 1522. Il Commissario estense Ludovico Ariosto dopo un estenuante viaggio, arriva a Castelnuovo Garfagnana e si trova costretto, fin da subito, a districarsi tra i complicati equilibri di una terra di difficile governo, selvaggia e infestata dai briganti. A pochi giorni dal suo arrivo, un orafo viene trovato impiccato. Suicidio o delitto? Si propende per la seconda ipotesi. Ma chi può essere stato? Un ladro? Un familiare? Un bandito? Magari il famigerato Moro del Sillico? 

Ludovico si avvale dell’aiuto di Jacopo, il Baricello del luogo, che diventa il suo più fidato collaboratore, i “suoi occhi” e le “sue orecchie”.

E con lui, anzi, per mezzo di lui, il Commissario Ariosto analizza indizi, formula ipotesi, sonda l’animo umano, indaga… sempre con la segreta speranza di cogliere in fallo gli odiati antagonisti e porre fine ai loschi intrighi dei suoi potenti concittadini. Ma non sempre la verità si trova dove la si cerca.

Lida Coltelli, autrice del romanzo giallo “Et in bona gratia. Un’indagine per il Commissario Ludovico Ariosto” pubblicato da Tralerighe (collana Nero 14), si muove tra finzione e realtà, tra personaggi realmente esistiti, luoghi e tempi, ricreando lo spazio nel quale visse il vero Commissario Ariosto al servizio degli Este di Ferrara.

E lui, oltre ad essere poeta, diventa realmente un Commissario perché indaga in mezzo a uomini e donne che parlano il dialetto che l’autrice ricostruisce nei minimi dettagli.

«Ho, sostanzialmente, preso a pretesto la narrazione di un omicidio – ci racconta Lida Coltelli – per ritagliarmi uno spazio privilegiato di contatto intimo con il mio retroterra culturale, che ha costituito l’impianto scheletrico sul quale si è poggiato tutto il mio processo di crescita, umano e intellettuale. L’intento era quello di dar vita ad un ibrido che ratificasse l’atipica convivenza tra realtà storica e fantasia narrativa e che costituisse un piacevole ritratto della società garfagnina con i suoi usi, costumi, memorie e antiche tradizioni… mantenendosi, però, il più possibile aderente al contesto storico di riferimento. Ho scelto, laddove è stato possibile – conclude l’autrice – di avvalermi di personaggi contemporanei dell’Ariosto, realmente vissuti e storicamente collocabili nello spazio e nel tempo convenuto (come si può facilmente desumere dalle numerose lettere superstiti del poeta)».

“Et in bona gratia. Un’indagine per il Commissario Ludovico Ariosto” è un giallo storico che ha molto di vero e reale, che per la prima volta unisce il piacere della lettura di genere alla ricerca storica. «Si tratta di un libro importante per la Garfagnana – ha sottolineato l’editore Andrea Giannasi – perché grazie a questo lavoro lo stesso Ariosto diventa ancora di più testimonial culturale della valle. E già a Ferrara, la città ariostesca, sta avendo richieste, come è forte l’idea per una fiction in costume da girare proprio tra la Rocca di Castelnuovo e le fortezze della Garfagnana”.

Il giallo storico si inserisce tra le attività legate al premio letterario Garfagnana in Giallo. In preparazione e in uscita a settembre la seconda indagine del Commissario Ariosto sempre pubblicata da Tralerighe e sempre ambientata nella Garfagnana Estense del 1522.

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