Cento anni di vita che fanno memoria: Raffaello Cei il caporale (Tralerighe)

locandina-ilcaporale-casa-pace

Lucca sta per vivere un momento straordinario. Sabato 25 gennaio alle ore 16 presso la Casa della Memoria e della pace verrà presentato il libro “Il caporale. Dal passo di Halfaya a Pietermaritzburg- Zonderwater” di Raffaello Cei.

La storia è quella di un giovane artigliere italiano che combatté in Africa Settentrionale e che poi finì prigioniero degli inglesi. Nulla di straordinario se non per il fatto che quel caporale quest’anno compirà 100 anni e sarà presente alla presentazione del suo libro. Infatti grazie a Tralerighe libri editore Cei esce in libreria con la storia che inizia nel 1940, quando partì militare, per poi concludersi nel 1947 al suo rientro in patria. Lo storico Andrea Giannasi intervisterà l’autore, che raggiunta l’età del secolo, è memoria viva di quanto orribile e disumana sia la guerra.

L’evento – unico nel suo genere vista l’età sarà preceduto dai saluti dell’Assessore Ilaria Vietina e della Presidente dell’Associazione Toscana Volontari della Libertà Simonetta Simonetti.

La storia di Cei inizia con la guerra di Libia e la tragica sconfitta al passo di Halfaya.

«I presidi di Sollum e di Halfaya, accerchiati ed ininterrottamente battuti da artiglierie di ogni calibro e dall’aviazione, rimasti da tre giorni causa il maltempo privi di rifornimenti aerei, specie di acqua anche per i soli feriti, dopo due mesi di eroica lotta sono stati costretti a desistere da ogni ulteriore ormai impossibile resistenza».

Con questo Bollettino militare n. 595 del comando superiore italiano si concluse la battaglia sul confine tra l’Egitto e la Libia tra le forze britanniche e le unità italo-tedesche.

Raffaello Cei era inquadrato nel 2° Reggimento Articelere “Emanuele Filiberto Testa di Ferro”, come conducente di trattori utili allo spostamento delle artiglierie e al trasporto del munizionamento e vettovagliamento. Era un giovane artigliere italiano impegnato sul fronte libico e nel gennaio del 1942 al Passo di Halfaya, dopo settimane di dura battaglia, venne catturato dagli inglesi e condotto in prigionia prima in Egitto e poi in Sudafrica. Qui venne rinchiuso nel campo di prigionia di Pietermaritzburg, il campo di transito del più famoso e immenso campo di Zonderwater.

In Sudafrica rimase prigioniero fino al termine del conflitto con altri 110.000 italiani.

Solamente nel 1947, dopo sette anni dalla sua partenza, Raffaello Cei fece ritorno in patria.

Il libro traccia con indelebile chiarezza il periodo della leva militare a Ferrara, il trasferimento in Libia, la battaglia, l’assedio e poi la cattura. Molto suggestivo il racconto del viaggio in nave verso il Sudafrica e poi il lungo periodo di prigionia.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...