“Faville di umanità tra gli orrori della guerra. Campagna di Russia 1942 1943” di Vittorino Chioffi curato da Maria Cristina Chioffi (Tralerighe)

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Faville di umanità tra gli orrori della guerra. Campagna di Russia 1942 1943 racconti e noterelle di un reduce

«Mamme e padri, se vivete ancora, figli e spose, non cercate di conoscere o di immaginare come è morto il vostro congiunto. Né in questo… né nell’altro mondo. É morto e basta. Troppo grande sarebbe lo strazio per voi e anche per lui, sfortunato e valoroso, se sapesse che non vi è stata risparmiata la    verità. É morto e basta, la sua lunga agonia, ferito e solo, magari su di un filo spinato, le sue orride ferite, solo, nella notte e nel gelo, per quanto sia durata è finita».

Vittorino Chioffi è uno dei superstiti della tragica ritirata di Russia. Questo libro è il racconto, tra mille pericoli e peripezie, di un tenente della Sanità del Regio Esercito che ha visto con i propri occhi il dolore immenso della morte, della perdita, della fine di ogni speranza. L’Armir di fronte all’avanzata dell’Armata Rossa si dissolve e l’autore con pochi altri, fortunosamente riesce ad uscire dalla sacca. Tra camion e ambulanze, lunghe file di disperati a piedi, le isbe e la popolazione, i carri armati sovietici, gli attacchi aerei, Chioffi osserva pietosamente l’umanità disfatta in guerra.

«È possibile sopportare l’angoscia intensamente per un certo periodo di tempo, ma non in una proiezione che non ha più termine. Dentro ti senti che… basta Dio mio, non ne posso più, e invece non c’è niente da fare, il basta non si sa quando arriverà e devi resistere …»

Nel momento in cui la vita si spalancava verso gli orizzonti più belli della realizzazione personale, sia umana che professionale, come molti giovani di quella generazione, l’Autore si ritrova catapultato, nel giro di pochissimi giorni, nello scenario più drammatico del secolo scorso: il fronte russo. Con una forma narrativa limpida e nel contempo ricca e precisa nei dettagli, racconta gli episodi più salienti della sua guerra. Farmacista di un ospedale da campo, assediato a Millerowo, nell’orrore che tutto e tutti travolge, consolatorie e fonte di speranza sono le relazioni umane con un popolo solo a parole nemico. Il loro ricordo conserverà per sempre nella profondità del suo cuore.

Vittorino Chioffi (Papozze 7.1.1914 – Rovigo 23.1.1989) Fu il primo beneficiario nel 1932 di una borsa di studio della “Fondazione Scolastica Luigi Balzan” che Eugenio Balzan istituì per onorare la memoria del fratello, esploratore in Bolivia, Perù e Paraguay, morto prematuramente per febbri malariche. Si laureò in chimica pura a Padova nel 1937 e in Farmacia a Ferrara nel 1938. Libero docente presso l’Università di Padova in Chimica Bromatologica,  vincitore nel 1968 del premio nazionale Vittorio Gazzi, assegnato dalla Rivista dei Laboratori Chimici Provinciali, dedicò tutta la sua vita a studi scientifici riguardanti l’ambiente, l’alimentazione, le acque dell’Adige e del Po,  oltre allo studio del metano e del petrolio. La sua famiglia conserva richieste delle sue pubblicazioni scientifiche provenienti da tutto il mondo. Fu Direttore del Laboratorio Chimico Provinciale di Igiene e Profilassi di Rovigo e Socio Onorario dell’Accademia dei Concordi di Rovigo. Al termine della carriera professionale si dedicò alla scrittura cimentandosi anche, con discreta soddisfazione, in qualche concorso letterario. Persona umile e cultore della semplicità, diceva che nella sua vita solo due volte si era recato all’estero e sempre in forma gratuita. La prima volta nel 1928, premiato quale studente tra i più meritevoli del Regno, partecipò alla  seconda crociera nel Mediterraneo Orientale, la seconda volta quando fu inviato in Russia per la guerra.

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