É in uscita con Tralerighe il saggio “Il diavolo e l’artista. Le passioni artistiche dei giovani Mussolini, Stalin, Hitler” di Francesco Bennardo.

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Mussolini, Hitler e Stalin i tre dittatori che hanno segnato il Novecento, provocando guerre, genocidi, distruzioni, massacri. Tre dittatori che in gioventù mostrarono segni di una passione verso l’arte che oggi possiamo conoscere, leggere e mostrare. Tre dittatori che potendo scegliere però tra il bene – rappresentato dalla forza artistica e dalla bellezza – e il male, scelsero il male.
Il libro “L’amante del Cardinale” di Benito Mussolini, gli scorci di Vienna – ma anche i disegni di Pinocchio, Mammolo e Cucciolo – di Adolf Hitler, le poesie “georgiane” di Stalin, si offrono al lettore in questo saggio che racconta le passioni artistiche dei tre giovani. Il libro di Mussolini, i quadri di Hitler e le poesie di Stalin sono ancora poco noti, e ci aiutano a capire come nulla sia banale nella genesi del male.

«Con l’aiuto di Reinhold Hanisch, un vagabondo conosciuto in un dormitorio, Hitler elaborò una strategia di lavoro: egli avrebbe realizzato delle cartoline (che, solitamente, raffiguravano vedute di Vienna) che il nuovo amico avrebbe cercato di vendere; alla fine, i due compari avrebbero diviso gli introiti a metà. Grazie ai contributi economici passatigli dalla zia Johanna Poltz – una povera gobba sorella della madre, che quando scomparve gli lasciò anche una discreta somma in eredità – Hitler fu in grado di procurarsi il materiale necessario per mettere in piedi la precaria attività escogitata da Hanisch ma le cartoline, pur venendogli abbastanza bene, generavano un ricavo contenuto (di norma, ogni opera hitleriana veniva venduta ad un prezzo che variava dalle 3 alle 5 corone, di cui solo il 50% andava a finire nelle sue tasche; per fare un paragone, si tenga presente che l’ostello in cui soggiornava, il Männerheim, pur essendo uno dei più economici della Capitale costava 10 corone al mese) e ciò, unito alla discontinuità con cui le produceva, faceva sì che i soldi guadagnati gli permettessero appena di sopravvivere».

Francesco Bennardo (Agrigento, 8 aprile 1987) è insegnante di Storia e Filosofia nei licei.
In precedenza ha pubblicato le raccolte poetiche Invettive apotropaiche (Temperino Rosso, 2015) e Colpi di grazia (Aletti, 2017) ed il saggio storico La massoneria siciliana nel XIX secolo (Antipodes, 2016).
Attualmente vive e lavora ad Alba, città in cui si impegna come divulgatore culturale, organizzatore d’eventi e presentatore di incontri a tema letterario.

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