Questo viaggio della vita l’ultimo romanzo di Mario Rocchi a LuccaLibri

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Giovedì 18 aprile alle ore 18 a LuccaLibri verrà presentato l’ultimo romanzo del giornalista Mario Rocchi dal titolo “Questo viaggio della vita” (Tralerighe libri). Presentano il libro Andrea Giannasi e Marco Vignolo Gargini.

Tre donne, un uomo e l’amore come illusione e disillusione. L’amore, con i suoi risvolti erotici e con i problemi esistenziali che crea, è sempre stato, sin dal primo libro, l’argomento preferito dello scrittore lucchese. Ma mai come in quest’ultimo scritto l’autore ha puntualizzato la forza  distruttrice del sentimento fondamentale della vita di uomini e donne. Perché l’amore su cui è imperniata l’esistenza del protagonista, un amore lottato e contrastato, determinerà anche svolte drammatiche in questa storia singolare che vede il desiderio di amare e di essere amato contrastato da fatti imprevisti della vita che stravolgeranno anche il senso stesso dell’amore.

Mario Rocchi sa tradurre il sentimento in una sensazione che il lettore percepisce appieno e ci presenta il tutto con la consueta prosa sciolta ed efficace che lo ha sempre distinto e riesce a far percepire la reale sostanza dell’amore e i suoi lati positivi ma anche quelli negativi.

Un libro che avvince per la sostanza del sentimento che infonde tutto il romanzo e per la disillusione che l’uomo può provare per esso.

«Quando la incrociò, la strada era così stretta che per poco le spalle opposte non si toccarono. Quasi ci fu una sosta per evitare il contatto e si guardarono negli occhi intensamente.

In un attimo Mario percepì in quello sguardo come un ricordo di tempi trascorsi, di vita vissuta, di contatti di organi sessuali umidi e scivolosi, di baci con lingue intrecciate. Perché? Eppure le arcate sopracciliari erano folte anche se ben delineate, cosa che non era esistita in nessuna delle sue donne, e il colore dell’iride era nero, più nero della pece che faceva stranamente contrasto col biondo miele dei capelli. Aveva avuto donne con gli occhi marrone scuro, ma non neri, e poi mai con il biondo contrastante. Allora perché quei richiami? Fu un istante, ma tanto quanto bastava per sconvolgere la sua mente.

Passata che fu, ebbe un attimo di vuoto nella testa e per recuperare si volse  indietro. Anche lei si era voltata e a Mario parve vedere un leggero sorriso. Quanto bastò per farlo tornare sui suoi passi. Inciampò anche, nella foga, e quasi le cadde fra le braccia. Lei rise e lo guardò fisso negli occhi. Sembrava che volesse penetrarli per scoprire chissà quali segreti. Si trovarono a stringersi la mano.

– Mi chiamo Mario e tu?»

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