“Lungo il sentiero delle trasparenze” di Felice Foresta in uscita al Salone del libro di Torino 2018 (Tralerighe editore)

foresta-sentiero-cop

Trasparenze del presente le chiama Federico Forster che, sotto la spinta prepotente di un incontro casuale, intraprende, in una sorta di personale iniziazione all’età adulta, un viaggio duplice e inconsapevole. Nello spazio annegato nel sole, o grigio di una nebbia testarda, e nel tempo. A prendere corpo è, così, un’idea di persona, un fratello del padre morto quando lui era ancora in fasce, la cui assenza ha tacitamente segnato  – come scoprirà nel lento dispiegarsi di un accidentato percorso di ricostruzione –  ogni tappa del suo  vivere.
Federico, improvvisandosi a investigare tra pochi e smozzicati indizi, raccoglie, allora, dalle voci riflesse dei testimoni dell’epoca solo scaglie di verità, sufficienti, però, a ricomporre il ritratto di un uomo qualunque, in apparenza, un medico come tanti nell’Italia in bianco in nero del dopoguerra. Un uomo che, come pochi, negli anni incerti della rinascita ha saputo imprimere il sigillo indelebile di una purezza d’animo e di una bontà inusitata a ogni incontro fatto, a ogni relazione intrecciata e, sopra a ogni cosa, alla propria professione, scelta con la coriacea determinazione dei bambini e perseguita con l’ostinata caparbietà tipica solo degli uomini del Sud. Amata al punto tale da farne un’autentica missione di vita.
Intorno a lui, la danza degli altri personaggi, di ieri e di oggi, che, riemergendo dalle pieghe di un passato sempre vivido o incrociando, anche solo per poco, nel presente narrativo, il cammino di Federico, si fanno portatori di un mondo di valori universali e senza tempo.

«Mi ero fermato, come sempre, a parlare con le mie assenze e, attraverso loro, con me stesso. Come al solito ne rivedevo i volti, ne ascoltavo le parole, ne avvertivo la vicinanza. Non erano solo ricordi o, almeno, non volevo che rimanessero solo scampoli del passato custoditi in una teca che potevo aprire a tempo e a piacimento. Le chiamavo, invece, le trasparenze del presente.
Era l’inchiostro della carta carbone, sbiadito magari, e capace, però, di parlare ancora. Era qualcosa che valicava la mia volontà, i miei sogni, le mie paure e si depositava muta nel fondale del mio io. Vi potevo attingere oppure no, lei rimaneva al suo posto, un complanare di sicurezza, un diaframma contro gli spasmi del mondo. Erano lo stentoreo silenzio di mio nonno, i ricami complici e irredenti di mia nonna, la voce angelica di una zia irripetibile, il sorriso scheggiato di una cugina andata via troppo presto, la mano onesta e calda di mio padre.
Anche quella volta, tutto mi sembrava al suo posto. Eppure avevo saltato un passaggio, avevo ignorato uno sguardo. Mi voltai senza vedere nessuno. Proseguii senza sapere cosa fosse stato per la prima volta a lasciarmi addosso una sensazione allappante e, tuttavia, non fastidiosa che reclamava la mia attenzione. Dapprima millantai con me stesso una forza che non avevo, ripudiando i sussulti facili della sensibilità. Poi ripiegai, invece, sulla stanchezza del momento e tacitai i miagolii della coscienza.»

Lungo il sentiero delle trasparenze
di Felice Foresta
Pagine 174 – euro 15,00
Tralerighe libri editore

www.tralerighelibri.it

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...