Dio non ride. Il saggio di Lucia Immordino sul ridere tra ordine e libertà (Tralerighe)

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«Il riso non è affatto una cosa frivola e non abbiamo intenzione di rinunciarvi. Nel mondo antico ridevano a crepapelle sull’Olimpo e sulla terra, ascoltando Aristofane e le sue commedie, e ridevano a crepapelle fino ai tempi di Luciano. Dal IV secolo gli uomini hanno smesso di ridere».
Il saggio esamina il riso come strumento di comunicazione, come motore primo della creazione, come elemento intrinseco della società. In particolare ne analizza la valenza tra le cifre del Cristianesimo.
Lo studio effettuato per la creazione di “Dio non ride” si pone come l’inizio di ulteriori apprendimenti universitari di ordine antropologico, sociologico, storico-religioso e anche come spunto per approfondimenti di natura filosofica.
«Il riso è satanico, dunque profondamente umano»: così scriveva Boudelaire nel 1855.
Per giustificare l’osservazione aggiungeva che il Verbo Incarnato non ha mai riso: per Colui che sa tutto e può tutto, il comico semplicemente non esiste.
Effettivamente i Vangeli attribuiscono a Gesù le lacrime, ma mai il riso.

Così fin dai tempi dei Padri della Chiesa si è imposto il luogo comune dell’assenza del riso sulle labbra del Figlio di Dio. E di conseguenza nell’iconografia cristiana Gesù non ride mai, tutt’al più abbozza il contenuto e distaccato sorriso del saggio.
Soltanto i surrealisti hanno raffigurato Gesù che si “sbellica” dalle risate: la portata polemica di queste raffigurazioni è tanto più forte se si pensa alla svalutazione e alla condanna che gravitano sul riso in gran parte della tradizione cristiana a partire dalla maledizione evangelica: « (…) Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete».

Lucia Immordino è nata in un paesino dell’entroterra siciliano, Marianopoli, in provincia di Caltanissetta, nel dicembre del 1970. Si è laureata in Lettere Moderne presso l’Università di Palermo, capoluogo siciliano dove vive da più di vent’anni, con una tesi in Storia delle Religioni dal titolo “L’uomo ride, gli Dei ridono, Dio non ride” che ha sostituito, contro il parere del proprio Relatore, al più altisonante “La nascita delle Cosmogonie attraverso il riso degli Dei” . Da quel titolo è nata, poi, l’idea di realizzare un saggio sul riso trasversalmente all’Antropologia, alla Sociologia, alla Storia delle Religioni e alla Filosofia. È docente di Latino, Storia e Geografia per Scuole Secondarie di II e di I Grado ma attualmente presta servizio presso una Scuola dell’Infanzia di Palermo: lavorare con i piccoli, per lei, vuol dire formare delle coscienze. Ha già pubblicato un racconto per ragazzi “Il castello sulla rupe di borgo Jolanda” (2011); due poesie “Primi giorni a Milano” e “La verità in un cielo stellato” inserite rispettivamente nelle raccolte “Il Tiburtino” e “Luoghi di parole” (2012); un libro sulla Shoah “Quaranta giorni” (2013); come blogger ha scritto racconti di varia natura (dal 2014 al 2017). Si occupa di antimafia, è volontaria di Emergency e collabora con il blog “L’Abattoir”.

 

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