Tra le righe il 2016, cento titoli in catalogo e il compito come editore di creare lettori

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Tra le righe il 2016, cento titoli in catalogo e il compito come editore di creare lettori

Trentacinque (35) libri pubblicati, novantasette (97) presentazioni, la partecipazione al Salone Internazionale del libro di Torino, l’organizzazione e la gestione con la libreria di Tra le righe di dieci festival tra Toscana, Puglia, Lazio e Calabria per un totale di trentatre (33) giorni tra piazze librerie e biblioteche. Oltre 14.000 chilometri percorsi su e giù per l’Italia con la tappa più lontana (Cropani in Calabria a 961 chilometri da Lucca).
Questi numeri possono riassumere il lavoro di un anno di Tra le righe che a febbraio 2017 festeggerà il terzo anno di attività.

Ma entriamo meglio nello specifico del nostro lavoro.

Il catalogo al 31 dicembre 2016 è composto da 85 libri (ma in preparazione ne abbiamo tanti altri da raggiungere a breve i 100 titoli), suddivisi tra Storia (28 titoli), Biografie (17), Società politica e comunicazione (7), Narrativa (24), Classici (15), e altri.

Per il nuovo anno avremo già le partecipazioni con il nostro stand alla Fiera del libro di Firenze  “Libro Aperto” (a Fortezza da Basso dal 17 al 19 febbraio), al Salone del libro di Milano “Tempo di Libri” dal 19 al 23 aprile (Fiera di Rho), al Salone del libro di Torino dal 18 al 22 maggio (Lingotto fiere) e a dicembre a “Più libri più liberi” a Roma.
In mezzo tanti festival, eventi e presentazioni di libri.

Come è andato questo anno?
I numeri evidenziano grande vitalità – e non possiamo certo fare il contrario – ma il sistema librario italiano sta sempre di più mostrando i propri limiti.
E qui veniamo alle note dolenti.

Essere oggi un editore indipendente pone Tra le righe oltre la fortezza del Tenente Giovanni Drogo in pieno deserto dei tartari. Abbiamo raccolto il passo dei grandi editori del passato che erano portatori di un’idea militante (che forse oggi gli editori dovrebbero riscoprire), creando una casa editrice che è luogo dove, oltre che ai libri, si fa cultura. Ma come scrive Formenton “non basta salvare i lettori forti, bisogna trovarne di nuovi” perché «compito degli editori è quello di creare lettori».

L’essere indipendente ci pone certo in un ambito difficile e spesso isolato, ma che ci permette di osservare dall’esterno l’intera filiera del libro.
Vedere dunque il marcio dell’editoria d’accattonaggio che depaupera energie per rendere visibili libri degli amici degli amici.
Oppure scontrarsi con la filiera della distribuzione evidenziando tutte le storture e la dicotomia tra prodotto commerciale e libro.

E vedere quindi le difficoltà delle librerie indipendenti che spesso con gli incassi dei libri degli editori indipendenti pagano le cedole dei grandi marchi, innescando così una caduta libera doppia (e avvitata).

E le catene di marchi famosi che vendono solo i marchi “amici” escludendo gli altri in una guerra commerciale che diventa grave cesura culturale. Cosa che il nostro paese potrebbe anche evitare di dover vivere.
Torna dunque in primissimo piano il nostro «compito che è quello di creare lettori».

Il 2017 sarà un anno teso a stringere le maglie della rete cercando di superare la drammatica questione dell’isolamento dello scrittore. Ricreando quei caffè letterari di inizio secolo, dove gli autori si incontravano, si apprezzavano e si leggevano aprendo e dando vita ad una serie di cerchi concentrici che si allargavano originando nuovi lettori.

Cercheremo – compito arduo e difficile – di stringere un patto tra editore, librai e scrittori, con lo scopo di creare nuovi lettori e al contempo sostenere i librai. Tutto ovviamente Tra le righe.

Buon anno a tutti.
Andrea Giannasi

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