Il saggio di Guidugli: Aspetti dell’eremitismo in Garfagnana

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Amedeo Guidugli, analizzando in parallelo la storia del convento di S. Andrea di Cascio (Molazzana – Lucca) e quella dell’Eremita di Calomini (Fabbriche di Vergemoli – Lucca) ci offre uno spaccato del  fenomeno eremitico locale, il quale viene presentato attraverso le  vicende plurisecolari di queste due istituzioni. Lo studio è un esempio di ricerca accurata, condotta su documenti d’archivio e presentata con scrittura piana e chiara, che permette al lettore di seguire agevolmente l’analisi dei documenti di per sé aridi e piuttosto ostici.  Nell’ambiente cristiano il movimento eremitico ebbe un’influenza considerevole nella storia della spiritualità; Storicamente e con certezza possiamo affermare che l’eremitismo e poco tempo dopo il cenobitismo si formarono nella seconda metà del III secolo. Se con la vita di S. Antonio (251-356), S. Atanasio (295-373) – che conobbe il Santo – ci procura il primo documento attendibile, anche se agiografico. Dallo stesso Atanasio sappiamo che, intorno al 270, dei cristiani laici vivevano in solitudine presso le oasi del medio e alto Egitto. Sotto la guida di uno di loro, Antonio, iniziò il suo percorso spirituale e la sua vita diventerà paradigma del movimento monastico successivo.

Aspetti dell’eremitismo in Garfagnana
di Amedeo Guidugli
Pagine 246 – Euro 15,00 – ISBN 9788899141684

Amedeo Guidugli è nato nell’aprile 1956 a Montaltissimo, una minuscola frazione del Comune di Molazzana (Lucca), dove ancora abita. Fin da giovane ha iniziato la sua  collaborazione con il periodico locale “La Garfagnana”; successivamente ha intensificato la sua attività  pubblicistica scrivendo per i  quotidiani “La Nazione”, “Il Tirreno” e,  in particolare, per la Rivista di cultura – storia – etnologia “Le Apuane” di Massa (MS).  Dal febbraio 1981 è iscritto all’Albo dei Giornalisti della Toscana. Negli anni passati ha ricevuto vari riconoscimenti al ‘Premio Giornalistico Garfagnana’. Nel corso degli anni ha dato alle stampe diversi saggi di storia  locale, tra cui meritano di essere ricordati “La Garfagnana del Seicento”; “Ospedali vie e pellegrinaggi nella Garfagnana del Medioevo”, “L’eremita di Calomini” e “La  Romita di Cascio”. Continua a scrivere e a collaborare con riviste e quotidiani locali.

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