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Cosa significa scrivere un libro? Quale la scintilla, l’urgenza che prova una persona nel “dover” scrivere?

 Il desiderio di condividere con altri lettori una serie di episodi veri, che hanno marcato la storia di una nazione a noi vicina ma che conosciamo poco e spesso per stereotipi (e viceversa).

 

Leggere è base prioritaria per approdare alla scrittura. Vorrei sapere i nomi degli scrittori e delle scrittrici che ti hanno portato fino a questo porto.

Per ragioni anagrafiche, Collodi, De Amicis, Salgari (il ciclo del Far West piuttosto che quello di Sandokan..), poi Hemingway, Steinbeck, Salinger, Calvino e la Morante, e, perché no, Woodehouse. E, in originale per fortuna, Maupassant e Simenon (non solo Maigret). Niente Proust (!) e poco i Russi; qualche giapponese e sudamericano. E tutto Norman Mailer, per motivi di servizio! (tesi di laurea di mia moglie…).

 

Il primo libro non si scorda mai. Quale è il tuo e dove, come, quando, perché.

I Figli del Capitano Grant, di J. Verne, da ragazzo, a casa, poiché si leggevano i libri che avevano già letto i padri e i fratelli/cugini. Da qui forse la passione per i viaggi e le circumnavigazioni.

 

Il mondo del libro è complicato e disastrosamente gestito e spesso si fa fatica a riconoscere un buon libro da uno pessimo. I tuoi gesti in libreria. Come si “annusano” i libri. Come si scelgono (se sei tu che scegli loro o avviene il contrario).

Preferisco seguire le informazioni e le critiche letterarie sulla stampa e i media, anche se non sempre azzeccate. E girare spesso per le librerie, senza farsi distrarre da copertine alla moda ormai troppo simili tra loro.

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