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Cosa significa scrivere un libro? Quale la scintilla, l’urgenza che prova una persona nel “dover” scrivere?

Nel mio caso, la scrittura più che un “dovere” è un “volere”, un desiderio di raggiungere, comunicare, mettermi al confronto ed esercitare più possibilità. Non credo di far parte della schiera degli scrittori “ombelicali”, nel senso che comporre un’opera per me significa uscir fuori da me stesso e non considerarmi “centrale”. Il narcisismo va superato, altrimenti si è già superati, oltrepassati.

 

Leggere è base prioritaria per approdare alla scrittura. Vorrei sapere i nomi degli scrittori e delle scrittrici che ti hanno portato fino a questo porto.

L’elenco degli scrittori che mi hanno insegnato a scrivere è lunghissimo, posso fare solo alcuni nomi. Di italiani ve ne sono pochi (Brancati, Calvino, Pasolini), soprattutto francesi (Balzac, Baudelaire, Flaubert, Foucault, Hugo, Perec, Rimbaud e molti altri), inglesi (Dickens, Forster, Lawrence, Shakespeare, Wilde etc.), per non parlare dei grandi maestri russi (Bulgakov, Checov, Dostoevskij, Tolstoj), di Hölderlin, Melville, Nietzsche etc..

 

Il primo libro non si scorda mai. Quale il tuo e dove, come, quando, perché.

Prima del classico Pinocchio, mi sono imbattuto nelle fiabe di Luigi Capuana, e non ero ancora andato alle elementari (già a quattro anni sfogliavo Topolino). Mia madre mi leggeva queste novelle la sera e io poi le volli “conquistare” con i miei occhi.

 

Il mondo del libro è complicato e disastrosamente gestito e spesso si fa fatica a riconoscere un buon libro da uno pessimo. I tuoi gesti in libreria. Come si “annusano” i libri. Come si scelgono (se sei tu che scegli loro o avviene il contrario).

Solitamente so già quale libro acquistare, diversamente è la curiosità verso un autore poco conosciuto, un argomento accattivante o un titolo che non sia ruffiano.

 

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