La memoria corta del 27 gennaio sullo sterminio nazista

Il 27 gennaio 1945 i soldati dell’Armata Rossa aprirono i cancelli del Campo di concentramento e sterminio tedesco nazista di Auschwitz (Oświęcim in polacco), in Polonia, e al suo interno vi trovarono gli internati sopravvissuti, circa 7000, suddivisi tra ebrei, prigionieri politici, omosessuali, Rom e Sinti, Testimoni di Geova e cosiddetti “asociali”.

Nel 1996 la Germania fu il primo paese a ricordare quella data istituendo il 27 gennaio come giornata nazionale da dedicare alla commemorazione di tutte le vittime del nazionalsocialismo. Quattro anni dopo anche l’Italia seguì l’esempio della repubblica tedesca, però leggendo il testo della legge italiana, n. 211 del 20 luglio 2000, ci si accorge che il “Giorno della Memoria” è stato proclamato dal nostro Parlamento per ricordare solo alcune vittime del nazionalsocialismo. Solo gli italiani, ebrei, prigionieri politici e IMI (Internati militari italiani) fanno parte dell’elenco delle vittime citate nel testo della legge, e mancano all’appello gli omosessuali, i Rom, i Sinti, i Testimoni di Geova e tutte le altre categorie presenti all’interno dei Lager.

A tutt’oggi ci si chiede perché nel nostro paese si miri a commemorare solo alcuni “Olocausti”, rimuovendo la memoria di tutti gli altri o minimizzando l’impatto di un disegno più ampio di chiara impronta xenofoba e omofoba. In realtà la domanda va posta ai legislatori italiani che istituirono il Giorno della Memoria “Corta”, che, mutilata, si presta ad attacchi, ignoranze e revisionismi.

Partendo dal controverso caso italiano, Paragrafo 175 La memoria corta del 27 gennaio di Marco Vignolo Gargini (Tra le righe libri) è un pamphlet che si occupa principalmente della persecuzione e sterminio degli omosessuali durante il Terzo Reich, con documenti tradotti dall’originale (tra cui un discorso sull’omosessualità tenuto da Heinrich Himmler il 18 febbraio 1937 ai generali delle SS) e considerazioni legate all’attualità. All’interno del libro sono riassunti i passaggi storici che portarono lo stato tedesco ad adottare una legislazione oppressiva nei riguardi degli omosessuali, attraverso il Paragrafo 175, l’articolo del codice penale che condannava gli atti sessuali tra uomini. Nonostante i tentativi di abrogare tale articolo, che videro in primis personaggi come Magnus Von Hirschfeld, sessuologo fondatore di un l’Istituto per la ricerca sessuale molto rinomato a livello mondiale, l’avvento del nazismo accentuò la persecuzione amplificando il Paragrafo 175 e dando avvio ad un’opera di internamento e sterminio nei Lager, soprattutto dopo la famigerata “Notte dei lunghi coltelli”, tra il 29 e il 30 giugno 1934, in cui furono arrestati e uccisi i vertici delle SA, capitanate da Ernst Röhm, notoriamente omosessuale, accusato dai rivali delle SS di voler tentare un colpo di stato. Dopo la fine del conflitto e la sconfitta dei nazisti il Paragrafo 175 rimase in vigore, gli omosessuali, tra cui quelli usciti dai Lager, potevano essere arrestati nei due stati tedeschi per più di venti anni ancora, quando fu modificato l’articolo e soppressa l’antica dizione di “atti sessuali tra uomini”. Soltanto nel 1994, quattro anni dopo la riunificazione della Germania, l’articolo fu definitivamente soppresso.

Al lettore di Paragrafo 175 La memoria corta del 27 gennaio è offerta inoltre una sezione dedicata alle rappresentazioni teatrali e cinematografiche che hanno messo in scena l’Olocausto degli omosessuali.

Un’ampia bibliografia sul tema chiude il pamphlet.

 

Paragrafo 175 di Marco Vignolo Gargini

Tra le righe libri – pagine 170 – euro 14,00

http://www.ibs.it/code/9788899141394/vignolo-gargini-marco/paragrafo-175-memoria.html

vignolo-articolo-Copertina

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